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Il Dottor Gian Paolo Ferrari (Primario di Ortopedia dell’Ospedale di Chioggia): “Sarebbe opportuno eseguire una prima valutazione del piede fin dall’adolescenza, per prevenire alcune deformità, come il cosiddetto piede piatto che può essere poi la causa dell’alluce valgo”

Dietro a chi si soffre di alluce valgo c’è sicuramente una predisposizione, ma nonostante questo è bene ricordare che la prevenzione fa sempre la sua parte. Nell’Ortopedia di Chioggia si curano circa un centinaio di casi all’anno e i trattamenti cambiano a seconda dei casi e della loro gravità. “Si tratta di una patologia – ha spiegato il Primario di Ortopedia dell’Ospedale di Chioggia, il Dottor Gian Paolo Ferrari – che colpisce soprattutto le donne, in un rapporto di 5 a 1 rispetto agli uomini. Una patologia caratterizzata da disturbi dolorosi oltre che estetici, e che se diagnosticata anzitempo, può trovare nel trattamento chirurgico buoni risultati”.


“Si parla di alluce valgo – ha continuato il Dottor Ferrari – quando il primo dito viene deviato verso l’esterno del piede. Spesso si associa anche un secondo dito che si piega a martello e anch’esso va operato come l’alluce. Nei casi meno gravi si interviene con delle ortesi, una sorta di tutore che aiuta a ridare la corrette posizione all’alluce. Ma la maggior parte dei casi che ci giungono sono gravi, già conclamati in maniera evidente nel piede tanto da rendere difficile la deambulazione della persona che ne è affetta. Solitamente sono donne che arrivano a non essere più in grado di calzare le scarpe. Hanno il piede gonfio, arrossato, dolorante. In questi casi proponiamo l’intervento chirurgico che può essere anche mininvasivo nel 60% dei casi”. La chirurgia ortopedica prevede un trattamento tradizionale che si realizza esponendo l’osso dell’alluce , tagliandolo e sistemandolo in posizione corretta con delle viti. Ma da qualche anno si è perfezionata anche una tecnica mininvasiva che viene proposta in casi selezionati e prevede di fare una piccola incisione laterale all’alluce, agire sull’osso con una minuscola fresa fino a correggerlo. In entrambe le tecniche, comunque, il paziente riprende subito a camminare con un’apposita scarpa ortopedica. “I risultati nel trattamento chirurgico, che si esegue in anestesia periferica – ha detto ancora il Primario – sono ottimali nell’80% degli interventi, sia dal punto di vista funzionale che estetico”.

E la prevenzione? “Sarebbe opportuno – ha aggiunto Ferrari – che i genitori pensassero di eseguire una prima valutazione del piede del proprio figlio fin dall’adolescenza. Questo permetterebbe di prevenire alcune deformità, come ad esempio il cosiddetto piede piatto che può essere poi la causa dell’alluce valgo, oltre che comportare forti dolori, problemi di postura e del ginocchio. Solo lo scorso anno ho operato una ventina di bambini affetti da piede piatto, patologia che qualcuno tende ancora a sottovalutare. Inoltre, consiglio fin da bambini di indossare scarpe comode e limitare l’utilizzo di scarpe strette e coi tacchi”. Per il piede piatto, da alcuni anni, risulta più efficace rispetto ai plantari, un intervento chirurgico, di rapida esecuzione, che prevede di inserire, tramite una mini incisione, una piccola vite all’interno del piede che stimola la correzione della sua pianta man mano che si cammina.

“E’ importante – ha commentato il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – dare queste informazioni, anche su patologie che sono di routine e di interesse per tutti. Ricordiamo che la buona salute passa anche attraverso la corretta informazione che ci aiuta a sapere cosa fanno i nostri ospedali e ci aggiorna anche sulle novità terapeutiche”.

 

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