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L’Ulss 3 Serenissima, nel corso dell’audizione presso la Commissione Sanità del Consiglio Regionale Veneto, ha fatto chiarezza sui molti aspetti della vicenda della gestione delle liste di attesa nell’ex Ulss 13.

Ieri, nel corso dell’audizione presso la Commissione Sanità del Consiglio Regionale Veneto, l’Azienda Ulss 3 Serenissima ha potuto fare chiarezza sui molti aspetti della vicenda della gestione delle liste di attesa nell’ex Ulss 13.

Il problema

L’attenzione su questo settore dell’attività dell’ex Ulss 13 si intensifica quando la Regione Veneto evidenzia un’anomalia nella gestione dei flussi informativi, consistente in un disallineamento dell’informazione relativa alla classe di priorità delle prescrizioni, rilevata rispettivamente nel flusso DEMA e nei flussi SPS e ART 50.

Tale anomalia deriva dalla riclassificazione delle classi di priorità effettuata dall’ex Ulss 13 in attuazione di un progetto di gestione delle “liste di attesa”, implementato a partire dal 2013, basato su procedure di verifica dell’appropriatezza prescrittiva.

La posizione dell’Azienda Ulss 3

L’Azienda sanitaria Ulss 3 ha ribadito e certificato in sostanza quella che è stata sin da subito la sua posizione e la sua azione.

Ha innanzitutto ribadito che tale sistema di gestione delle liste di attesa, in uso da anni nell’ex Ulss 13, è stato ereditato dall’Ulss 3 Serenissima all’atto dell’incorporazione. L’attuale Direzione non lo ha mai esteso alla restante parte del territorio e anzi ne ha interrotto l’utilizzo anche nell’area dell’ex Ulss 13. Il sistema è stato quindi monitorato negli effetti e nei meccanismi, senza alcuna sottovalutazione dei limiti nella fase di gestione dei flussi dei dati e amministrativi.

L’Azienda Ulss 3 Serenissima ha comunque evidenziato come tali modalità in uso nell’ex Ulss 13 non possano essere attribuite conseguenze negative sulla presa in carico degli utenti o sul loro percorso di cura, esito di ricostruzioni parziali e non corrette diffuse anche a mezzo stampa.

Nessun rallentamento nel percorso degli utenti

Con ampia e documentata relazione, a seguito di approfondite e complete analisi di ogni aspetto del problema, l’Ulss 3 Serenissima ha innanzitutto ribadito come:

- l’utente si recava al CUP ed otteneva sempre il primo appuntamento possibile a partire dalla priorità indicata dal suo medico sulla ricetta;

- tutte le prenotazioni fuori soglia, venivano analizzate il giorno successivo da un gruppo clinico per la valutazione dell’appropriatezza prescrittiva;

- nessun utente ha mai visto rallentato il proprio percorso di cura, anche quando iniziato con una prestazione inappropriata, perché la verifica sull’appropriatezza della priorità veniva svolta ex post, ed era ininfluente rispetto alla prenotazione della prestazione presso il CUP.

- l’analisi effettuata sulle prestazioni fuori soglia aveva anche la finalità di anticipare entro i temini le prestazione giudicate appropriate, così che l’unica modifica possibile al percorso dell’utente era un anticipo della sua prenotazione, nel rispetto pieno della priorità correttamente attribuita.

Nessun automatismo, ma valutazione clinica e condivisa

Inoltre l’Azienda Ulss 3 ha certificato che, come sempre sottolineato:

- nessun software e nessun sistema di modifica delle prescrizioni agiva in modo automatico sulle priorità indicate sulle ricette dai medici prescrittori;

- la rivalutazione delle priorità assegnate nelle prescrizioni avveniva a partire da un piano condiviso con i medici prescrittori, era valutata caso per caso da un’équipe clinica, prevedeva sempre il coinvolgimento del medico prescrittore, e non dava adito a modifica se il medico prescrittore ribadiva la propria indicazione iniziale;

- la rivalutazione non comportava mai la alterazione della ricetta, bensì veniva indicata solo nel flusso informatico indirizzato alla Regione e a Sogei.

I numeri corretti di ricette e prestazioni

L’Azienda Ulss 3 ha inoltre ricondotto il caso alle corrette dimensioni, ben diverse di quelle pubblicamente e strumentalmente evidenziate, sia quanto al numero delle ricette riclassificate, sia quanto al numero delle relative prestazioni riclassificate.

Nel periodo in esame:

- le “ricette” riclassificate (sempre nel solo flusso di dati, sempre indipendentemente dal percorso dell’utente, e sempre escludendo automatismi digitali) sono 44.600, ma di queste solo 21.905 vanno considerate nell’analisi, poiché le restanti 22.695 riguardano prestazioni di Laboratorio, che sono erogate senza attesa e senza passaggio al Centro Prenotazioni, e non hanno quindi niente a che vedere con le visite e gli esami specialistici;

- le prestazioni totali riclassificate non sono quindi “circa 150.000” come impropriamente riportato dalla stampa, bensì 26.997 (le restanti 124.037 sono di esami di Laboratorio) sul totale di quasi 8 milioni di prestazioni erogate dall’Azienda Ulss 3 Serenissima nel 2017.

Ricerca di appropriatezza, non di performance

L’Azienda ha smentito le illazioni secondo cui il sistema fosse orientato a produrre il miglioramento della performance sul contenimento delle liste di attesa:

- il sistema infatti agiva, con la stessa finalità di miglioramento dell’appropriatezza, sia sulle prestazioni “traccianti” (quelle cioè che determinano la performance delle Azienda Ulss) sia sulle prestazioni “non traccianti”, cioè ininfluenti per il miglioramento della performance, e anche su prenotazioni fissate entro soglia per alcune prestazioni particolarmente critiche, con la finalità di migliorare il comportamento prescrittivo. Delle 26.997 prestazioni riclassificate, ben 11.868 sono “non traccianti”: quasi la metà del lavoro svolto si è concentrato su prestazioni non utili al conseguimento di alcun risultato di performance;

Ancora, l’Ulss 3 ha analizzato a fondo, condividendo l’esito dell’analisi con la Commissione, l’effetto prodotto dal sistema di gestione adottato nell’ex Ulss 13 sui tempi di attesa degli utenti, evidenziando come ad esempio il tempo di attesa per le prestazioni in priorità B (Breve), cioè da erogare entro 10 giorni, era mediamente di 20 giorni.

Garanzia assoluta per i malati oncologici

L’Azienda sanitaria ha infine evidenziato alla Commissione Sanità come siano assolutamente destituite di fondamento le illazioni secondo cui il sistema di gestione delle liste di attesa avrebbe prodotto ritardi nella presa in carico dei pazienti oncologici, o addirittura avrebbe influito sul loro percorso terapeutico.

L’Ulss 3 ha respinto come falsa e gravissima l’illazione riguardante un presunto differimento di visite “urgenti” (ovvero prescritte con priorità U) le quali sono state sempre erogate, come da protocolli, entro le 24 ore, come l’Azienda sanitaria è disponibile a dimostrare in ogni sede, con dati peraltro in possesso anche degli uffici regionali. Più in generale, quanto ai pazienti oncologici, attraverso un’analisi approfondita della documentazione clinica, che si è spinta ad approfondire caso per caso, l’Azienda Ulss 3 Serenissima ha evidenziato che l’attività di rivalutazione delle classi di priorità non ha avuto alcuna ricaduta pregiudizievole sulle attività di diagnosi e cura.

Un sistema sospeso e da rivedere per un vizio nella gestione dei dati

In conclusione dell’audizione, l’Ulss 3 ha ribadito che il sistema – fondato come detto sull’analisi dell’appropriatezza prescrittiva e adottato in diverse altre Aziende sanitarie del Paese – ha evidenziato lacune di ordine tecnico-amministrativo, poiché:

- non teneva conto della necessità di assicurare la coerenza dei flussi informativi inviati alla Regione e al MEF, poiché non prevedeva l’annullamento della prima prescrizione del medico e la sua sostituzione con una nuova prescrizione con classe di priorità appropriata

- generava pertanto una discordanza tra il flusso DEMA del prescritto (ricetta inviata elettronicamente dal medico prescrittore al MEF) ed i flussi dati dell’erogato estratti dal CUP.

E’ a fronte della constatazione di questo vizio – che pur essendo di puro carattere amministrativo-gestionale avrebbe dovuto essere debitamente considerato nei suoi effetti – che l’Ulss 3 Serenissima non ha esteso il sistema in oggetto a tutto il territorio dell’Azienda sanitaria, e ne ha interrotto l’utilizzo, d’intesa con gli Organi competenti regionali, anche nel territorio dell’ex Ulss 13, sanzionando il Dirigente responsabile ed avviando, con la segnalazione alla Procura, i necessari percorsi di verifica.

Immotivato allarme e grave discredito a danno del Sistema sanitario

A questo ultimo punto si riconducono, come ha sempre evidenziato l’Azienda sanitaria, le obiezioni e le verifiche a cui il sistema di gestione delle liste d’attesa nell’ex Ulss 13 va sottoposto.

Si dimostra invece priva di fondamento ogni altra illazione o ipotesi – ha concluso l’Azienda sanitaria Ulss 3 Serenissima nella sua relazione alla Commissione – che intenda prefigurare un atteggiamento che abbia in qualche modo arrecato danno all’utenza.

Al riguardo, l’Ulss 3 Serenissima, a tutela del buon nome proprio e dei propri dirigenti medici e amministrativi, chiede che venga fornita una ricostruzione corretta delle modalità di gestione adottate nell’ex Ulss 13, perché non si concretizzi un ulteriore detrimento all’immagine e all’autorevolezza del Servizio Sanitario agli occhi dei cittadini utenti.

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