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Il 28 giugno, dalle 8.00 alle 12.30, presso le casse degli Ospedali di Mirano, Dolo e Noale, ci saranno dei terapisti disponibili a rispondere alle domande dell’utenza riguardo a tale problema

Si celebra giovedì 28 giugno la 13^ Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza Urinaria e anche Distretto di Mirano Dolo della Ulss 3 aderisce: per l’occasione infatti il Servizio di Riabilitazione Uroginecologica della Medicina Fisica e Riabilitativa di Dolo e Noale insieme al Reparto di Urologia di Dolo hanno organizzato una serie di iniziative volte alla sensibilizzazione della popolazione verso questa problematica che affligge circa 5 milioni di italiani.


Proprio nella giornata di giovedì 28 giugno, dalle 8.00 alle 12.30, infatti, presso le casse degli Ospedali di Mirano, Dolo e Noale, ci saranno dei terapisti disponibili a rispondere alle domande dell’utenza riguardo a tale problema. Inoltre saranno distribuiti dei volantini informativi essenzialmente rivolti a far conoscere il Servizio ambulatoriale di riabilitazione del pavimento pelvico e, in particolare, a fornire alcune indicazioni comportamentali per prevenire il problema dell’incontinenza urinaria. Seguirà poi nel pomeriggio, alle 17.30, presso Barchessa di Villa Concina (via Comunetto 5, Dolo), un convegno sull’incontinenza con urologi, fisiatri e fisioterapisti.

L’incontinenza urinaria da sforzo viene definita come la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra in seguito a sforzi fisici (tosse, starnuto, sport, attività sessuale ecc.). Tale sintomatologia, prevalente nel sesso femminile, è più comunemente dovuta ad una eccessiva mobilità dell’uretra che ne determina la perdita della capacità della stessa di contenere l’urina durante gli sforzi fisici. L’incontinenza urinaria femminile ha una elevata incidenza nella popolazione: al di sopra dei 70 anni ne viene colpita 1 donna su 3. L’incontinenza urinaria da sforzo può essere trattata con terapia conservativa (kinesiterapia perineale, biofeedback, elettrostimolazione vaginale) e, in caso di fallimento, con interventi chirurgici. Negli ultimi anni le tecniche chirurgiche applicate sono diventate sempre meno invasive passando da procedure che prevedevano l’apertura della parete addominale a tecniche con utilizzo di aghi sottili e reti protesiche posizionate sotto l’uretra. Si tratta di metodiche eseguite in regime di Day Surgery, spesso in anestesia loco-regionale e con rapido ritorno della donna alle normali occupazioni.

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