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Lo sportello, con uno sportello informativo dedicato, è aperto tutti i giovedì mattina, dalle 10.00 alle 12.00

Si è ufficializzata oggi all’ospedale di Chioggia, di fronte al Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben, la costituzione dell’Associazione di volontariato Alzheimer di Chioggia, con l’apertura di uno sportello informativo dedicato. L’Associazione è guidata dalla responsabile Anna Maria Borgato che ha raccontato “come l’idea di fondare questa associazione sia nata la scorsa estate, dopo la scomparsa prematura di una cara amica, affetta da Alzheimer”. Il punto associativo di Chioggia è parte integrante ed opera in stretta collaborazione con l’Associazione veneziana il cui presidente è Clara Urlando. I volontari, opportunamente formati e sostenuti dagli operatori sanitari, residenziali e territoriali dei servizi di Chioggia, offrono un luogo di ascolto, informazione e orientamento ai familiari.
Lo sportello informativo, situato negli spazi dedicati alle associazioni, nell’atrio dell’Ospedale, è aperto tutti i giovedì mattina, dalle 10.00 alle 12.00. Per ulteriori informazioni sull’Associazione visitare il sito: www.alzve.it
La malattia di Alzheimer è la più comune causa di demenza e si caratterizza per un processo degenerativo cerebrale che provoca un declino progressivo e globale delle funzioni intellettive, associato ad un danneggiamento della personalità e della vita di relazione. Il recente ‘Rapporto Mondiale Alzheimer’ rileva che ci sono nel mondo 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza, che in assenza di terapie adeguate raddoppieranno nei prossimi 20 anni. I nuovi casi di demenza sono ogni anno quasi 10 milioni, vale a dire un nuovo caso ogni 3 secondi. In Veneto sono censiti oltre 65mila casi di demenza, di cui più di 50mila con malattia di Alzheimer.
“Diamo il benvenuto in Ospedale a questa nuova Associazione – ha detto il DG Dal Ben – che, insieme alle altre associazioni di volontariato che ospitiamo in questi spazi ospedalieri, collaborerà con noi nella umanizzazione dei percorsi assistenziali, aiutandoci sia a facilitare l’accesso ai servizi che a sostenere “con un sorriso e una parola gentile” i pazienti più fragili e la loro famiglia”.  

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