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La mostra propone la ricostruzione dello scenario della Grande Guerra, in particolare a Venezia, contesto entro cui si inserì lo specifico evento del bombardamento sull’Ospedale, attraverso testi, reperti, testimonianze, illustrazioni

Si intitola “La Carità Colpita” ed è la mostra che, allestita nella grande hall di ingresso, è stata inaugura ieri all’Ospedale dell’Angelo, per fare memoria dei bombardamenti che durante la Grande Guerra martoriarono la città di Venezia e che, proprio cent’anni fa, portarono la loro devastazione anche in un Reparto dell’Ospedale di allora, l’Ospedale Civile di Venezia, provocando due vittime e ferendo numerosi altri degenti.
 
“Quell’ordigno bellico che nel 1917 sventrò un reparto di degenza – sottolinea il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – colpì il simbolo della sanità cittadina di allora, e colpì la quindi la carità, l’assistenza e la cura, di cui oggi l’Ospedale dell’Angelo è un riferimento importante, per tutta l’area. Anche qui è importante fare memoria, capire il contesto in cui un fatto simile può essere successo, e ribadire il dolore per quanto accaduto, perché non si ripeta”.
La mostra presenta la ricostruzione dello scenario della Grande Guerra, in particolare a Venezia, contesto entro cui si inserì lo specifico evento del bombardamento sull’Ospedale. Propone testi, reperti, testimonianze, illustrazioni e tutto quanto può far luce sul tragico fatto che toccò emotivamente l’opinione pubblica non solo veneziana: in una lunga guerra combattuta non solo con fucili e cannoni, ma anche con le armi della propaganda, il fatto rappresentò un segno tangibile della crudeltà del nemico, che non aveva voluto risparmiare nemmeno un luogo di pietosa cura e soccorso come l’Ospedale.  È proprio il filo della propaganda a tessere il racconto di questa mostra e ad intrecciarsi con quello della storia. La guerra combattuta nell’aria, lo stato dell’aviazione, l’artiglieria aerea e contraerea e, appunto, i bombardamenti sull’Ospedale sono le tappe di questa narrazione: “Ci proponiamo di contribuire alla conoscenza di un evento drammatico – spiegano ancora i curatori – che colpì contemporaneamente un luogo di cura e uno dei luoghi più rappresentativi dello spirito civico, del sentimento di solidarietà e della pietà cristiana nati dalla civiltà veneziana. La memoria dei due ammalati morti nel bombardamento in quel 14 agosto 1917, Francesco Giuseppe Afabris e Giovanni Sambo, le decine di feriti, ma anche la testimonianza degli undici dipendenti ospedalieri caduti nelle battaglie della Grande Guerra ci rendano pienamente consapevoli del patrimonio morale di carità umana che custodiamo da secoli”.
 
La mostra “La Carità Colpita” apre all’Ospedale dell’Angelo dopo essere stata proposta dall’Ulss 3 Serenissima, nei mesi scorsi, al Santi Giovanni e Paolo. A Mestre gli organizzatori l’hanno arricchita con la presenza di un aereo della Grande Guerra, un Fokker Eindecker, proponendo quindi nella sede mestrina un “pezzo” importante e suggestivo che, per questioni logistiche non era stato possibile esporre all’Ospedale Civile.
La mostra resta aperta fino al 25 marzo. E’ stata realizzata grazie alla collaborazione tra Ulss 3 Serenissima, Scuola Grande di San Marco, Università Ca' Foscari, Deputazione di Storia Patria delle Venezie, Accademia delle scienze di Vienna, l'Istituto austriaco di Studi storici di Roma. Hanno collaborato da un punto di vista storiografico ed organizzativo per l'impostazione della Mostra.  Sostengono l’iniziativa: Veneta Sanitaria Finanza di Progetto, GPI e  ACTV.
L’aereo collocato all’Ospedale dell’Angelo, riproduzione fedele dello storico Fokker Eindecker in grado di volare, è concesso dalla Fondazione Jonathan Collection Aerei Storici, ed è stato trasportato e collocato all’Ospedale dell’Angelo grazie alla collaborazione di Zanardo Logistica.

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