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Il primario bergamini: “Un servizio rinnovato che si traduce in un notevole vantaggio per quelle donne che soffrono di sanguinamenti uterini anomali in quanto, in alcuni casi, potranno essere trattati senza bisogno della sala operatoria e senza bisogno di anestesia.”

Presso le sale chirurgiche del primo piano dell’Ospedale di Chioggia, col nuovo anno si è attivato l’Ambulatorio di Isteroscopia in “Office”, un luogo in cui vengono eseguiti interventi chirurgici che non prevedono la presenza dell’anestesista.

“Un servizio rinnovato che si traduce in un notevole vantaggio per quelle donne che soffrono di sanguinamenti uterini anomali in quanto, in alcuni casi, potranno essere trattati senza bisogno della sala operatoria e senza bisogno di anestesia. Dopo la diagnosi di patologia endocavitaria, qualora si riscontrassero le condizioni permettenti, questa verrà trattata in regime ambulatoriale, senza anestesia”, ha spiegato il Primario Luca Bergamini. Nel reparto di Ginecologia e Ostetricia di Chioggia la tecnica isteroscopica è attiva da diversi anni, come gli interventi in “Office”, che però venivano eseguiti all’interno di una sala operatoria.

Attualmente vengono eseguiti circa 200 interventi di chirurgia resettoscopica in sala operatoria: si stima che di questi, circa la metà, potrà essere eseguita ambulatorialmente. “L’80% delle problematiche femminili – ha spiegato il dottor Bergamini – riguarda i sanguinamenti uterini anomali, che possono essere dovuti a diverse situazioni (causate da polipi, miomi sottomucosi, metrorragie, ovvero perdite di sangue disfunzionali, ecc.). Una volta cosa succedeva? La donna veniva portata in sala operatoria e si interveniva chirurgicamente, ed in tanti casi era inevitabile l’asportazione dell’utero. Grazie a tecnologie sempre più al passo con i tempi e ai professionisti che imparano ad usarle e le promuovono in Ospedale, oggi non solo si evita a molte pazienti l’ingresso in sala operatoria con tutto quello che comporta in termini di ripresa post intervento, ma si punta sempre di più a terapie conservative che aiutano a salvare l’utero”. Il primo passo verso una filosofia conservativa, Chioggia l’ha compiuto qualche anno fa con l’introduzione della tecnica isteroscopica diagnostica e operativa (è un procedimento usato per esaminare l'interno dell'utero e può essere usata sia per diagnosticare che per trattare una condizione ginecologica). A questo primo passo ne sono susseguiti altri, tra cui l’acquisizione di moderne strumentazioni come il “mini-resettore”: uno   strumento   che   non   è   altro   che   la   nuova   generazione dell’isteroscopio: più piccolo (solo cinque millimetri di diametro) e più preciso grazie ad una telecamera decisamente potenziata.  “Contrastiamo il dolore, puntiamo ad una chirurgia sempre più conservativa e, dove si può, anche minivasiva, garantiamo percorsi di cura e di assistenza “accompagnati” in modo che il paziente non si senta mai solo: è questo su cui si sta lavorando per rendere l’Ospedale di Chioggia “amico” della donna, “amico” del bambino e dell’anziano, “amico” dei suoi cittadini”, ha concluso il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben.
    

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