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In stretta collaborazione coi medici di famiglia, gli operatori sanitari del servizio di assistenza domiciliare della Azienda sanitaria insieme alla Centrale Operativa Territoriale garantiscono un intervento tempestivo nei casi in cui si segnala un principio di disidratazione

Il grande caldo oggi viene definito disagio climatico intenso, e lo è quando l’ARPAV comunica che le alte temperature e l’umidità persistono per più giorni di seguito. Di fronte a questa situazione nel territorio della Ulss 3 Serenissima scatta il potenziamento dei servizi di monitoraggio e intervento per le persone fragili. In pratica, in stretta collaborazione coi medici di famiglia, gli operatori sanitari del servizio di assistenza domiciliare della Azienda sanitaria insieme alla Centrale Operativa Territoriale (COT) garantiscono un intervento tempestivo nei casi in cui si segnala un principio di disidratazione. “Accade ad esempio – ha spiegato il dottor Vittorio Selle, responsabile del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 – che un anziano chiami il proprio medico curante dicendo che ha la gola secca o che sta soffrendo di stitichezza. Entrambi sono sintomi di un inizio di disidratazione. Oppure il figlio che chiama per il genitore anziano dicendo che il papà fa discorsi strani: anche questo è un segnale. In questi casi, il medico di famiglia avvisa subito i nostri servizi domiciliari che intervengono a domicilio dell’anziano ad esempio somministrando fleboclisi di soluzione idratante. Ad oggi, ne sono state somministrate circa una cinquantina”. Nei giorni caldi, inoltre, gli operatori della Ulss monitorano gli anziani “mappati” più a rischio, telefonando direttamente a casa; ed anche in questo caso, se l’anziano risponde che non si sente molto bene, l’operatore si reca a domicilio.

Importanti da rispettare rimangono comunque i consigli per affrontare l’afa: “Fate come me – invita il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – che bevo spesso acqua anche quando non mi sembra di averne bisogno. Prima regola, lo ripetiamo, rimane quella di introdurre liquidi (evitando bibite gassate) perché sudando li espelliamo e ci disidratiamo senza quasi accorgercene. Poi, importante evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, cercando di ridurre le uscite, se possiamo, quando il caldo imperversa da diversi giorni, cioè quando alle 6.00 di mattina, tanto per capirci, aprendo la finestra, è già caldo.
Inoltre cerchiamo di non svolgere attività pesanti e quelle sportive durante le ore più calde della giornata; consumiamo pasti leggeri e frequenti con tanta frutta, verdura e qualche gelato; vestiamoci con indumenti leggeri di colore chiaro, di fibre naturali come cotone e lino.

E poniamo attenzione agli ambienti:
- chiudere le tapparelle e gli scuri delle facciate della casa esposte al sole
- tenere le finestre chiuse finché la temperatura esterna è elevata
- aprirle alla sera e cercare di favorire le correnti d’aria
- chi ha un’abitazione particolarmente calda colga ogni opportunità per restare almeno due ore in luoghi climatizzati o freschi.

Si ricorda che la Regione Veneto ha attivato il numero verde 800 462 340, realizzato con la collaborazione del Servizio Telesoccorso e Telecontrollo, nonché il servizio di reperibilità al numero verde 800 900 009 per la segnalazione di eventuali emergenze di competenza della Sezione Protezione Civile.

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