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Un triennio di risultati e progetti con al centro la persona

Un bilancio di mandato innovativo quello presentato ieri alla Direzione Generale dell’Azienda Ulss 16 di Padova, che oltre a dimostrare i risultati ottenuti nell’assistenza ambulatoriale e ospedaliera, in quella territoriale e in quella della prevenzione ed educazione agli stili di vita, evidenzia una intensa progettualità in atto.

 

Il triennio di lavoro del Direttore Generale Urbano Brazzale si è caratterizzato da una importante evoluzione del sistema socio-sanitario padovano, all’insegna di una forte declinazione territoriale dei servizi e di un approccio più vicino ed integrale al cittadino.

Innovazione tecnologica, cambiamento organizzativo, risoluzione dell’interaziendalità con l’Azienda ospedaliera di Padova, riorganizzazione dei distretti territoriali da 6 a 3, nomina di 12 Direttori di Struttura, nuovi investimenti tecnologici nell’ospedale patavino “Sant’Antonio” (gli ultimi dei quali sono il tomografo a risonanza magnetica tipo open ad alta intensità ed il servizio di telemedicina nella gestione dell’ictus) e potenziamento di quello piovese “Immacolata Concezione” (ad esempio i nuovi locali del pronto soccorso e la realizzazione del polo unico provinciale per la lavorazione del sangue e degli emocomponenti e quella dell’unità farmaci antiblastici), oltre all’avvio del progetto “Casa della Salute” presso l’ex ospedale psichiatrico, sono i principali punti di forza della direzione a guida Brazzale.

Un triennio di forte sinergia con la Regione Veneto e gli Enti Locali fa oggi dell’Ulss 16 un punto di riferimento in quanto ad attuazione e sviluppo tecnologico di un sistema sociale e sanitario intelligente, veloce, a portata di mano (es. SaniTap).

Su una popolazione assistita di 481.915 residenti, 22,8% dei quali oltre i 64 anni, l’Ulss 16 è arrivata a registrare una spesa per assistito inferiore del 13% rispetto alla media regionale; ciò grazie ad una medicina di prossimità, definita da Brazzale come “sociale” e che vede nell’appropriatezza dei farmaci e delle prescrizioni degli specialisti il modello per migliorare la qualità della vita delle persone riqualificando anche la spesa pubblica.

Grazie alla presenza sperimentale del farmacista di reparto presso l’ospedale Sant’Antonio (progetto Safe), l’esperienza pluriennale fatta nei soggetti anziani fragili in politerapia ha permesso di confermare una riduzione del 13% del tasso di ospedalizzazione per ricovero indotto da farmaci, che ha un costo medio di 2.200 euro. A ciò si deve aggiungere un risparmio annuo sulla spesa farmaceutica di circa 200 euro per paziente anziano.

E’ quindi positivo il trend di riduzione del costo dei servizi offerti, nonostante ammonti a 253 milioni l’anno la quota sostenuta dall’Azienda per le attività erogate da altre strutture private e pubbliche convenzionate.

Risulta in diminuzione anche la spesa per il personale (-3 milioni di euro rispetto al 2013) senza penalizzare la fornitura dei servizi, grazie al miglioramento organizzativo e strumentale.

L’offerta dei servizi specialistici si sostanzia in volumi di circa 900 mila prestazioni all’anno, dove nel triennio 2013-2015 si è attuata una evoluzione molto positiva del rispetto dei tempi di attesa, anche grazie ad un incremento dell’offerta di accessibilità ambulatoriale (402 ambulatori sparsi su 29 comuni della Provincia), di cui il principale quello rappresentato dal complesso “Casa ai Colli”, con una affluenza di oltre 1.000 pazienti al giorno.

Nell’ambito degli esami di laboratorio, lo scenario nell’ultimo triennio ha visto da una parte una riduzione del ruolo del privato convenzionato e dall’altra un aumento della domanda, per altro soddisfatta internamente dall’Azienda. Nel 2015 è di 1.108 il picco massimo giornaliero dei prelievi ematici, contro i 977 nel 2012. Anche il tasso di ospedalizzazione ogni 1.000 abitanti si è ridotto di 12 ricoveri nell’anno in corso, così come il fenomeno della mobilità passiva (-1% i pazienti residenti nell’Ulss in cura presso altre strutture).

Rispetto alla precedente gestione, l’azione di generale miglioramento dell’appropriatezza ha consentito la diminuzione del 30% per i ricoveri ordinari e del 58% di quelli diurni, ciò anche grazie l’attività di day surgery e all’aumento della chirurgia ambulatoriale. Il volume di attività è aumentato anche per la cura dei pazienti dializzati, che attraverso l’unità di dialisi di Piove di Sacco ha visto un incremento del 50% rispetto a quello del 2010. Attraverso la Centrale Operativa Territoriale (COT), le strutture intermedie, e i servizi domiciliari, l’assistenza e il monitoraggio del paziente è divenuto operativo 24 ore su 24. Sono 2.500 le persone “protette” mediamente prese in carico ad ogni ora della giornata per l’intero anno.

In questi tre anni si è perseguita l’umanizzazione delle cure e dei servizi grazie alla valorizzazione del rapporto diretto con il cittadino; in tale ottica si collocano i colloqui con oltre una trentina di persone che, a partire da luglio del 2015, hanno incontrato direttamente il Direttore Generale. In linea con questo trend è anche l’attività svolta dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico che ha aumentato l’ascolto e l’aiuto ai cittadini arrivando nel 2015 a 1.121 supporti assistenziali (1.006 nel 2014), a fronte di una diminuzione dei reclami, 542 nell’anno 2015, contro i 579 dell’anno precedente.

L’Ulss 16 si contraddistingue, poi, anche per la capillarità dell’assistenza territoriale. Nel 2014 sono stati 7.236 gli over 65 anni seguiti a domicilio, il 6,7% dei residenti anziani nel territorio provinciale, contro una media nazionale del 4%.

86.000 l’anno le visite di operatori sanitari, medici e fisioterapisti nell’ambito dell’Assistenza Domiciliare.

Sul versante disabilità sono 1.349 le persone accolte in strutture dedicate; 2.000 quelle assistite nell’ambito delle dipendenze e 671 quelle inserite in comunità affette da disturbi mentali. La prevenzione alla salute ha visto l’attivazione del servizio di medicina prenatale con nuovi protocolli terapeutici assistenziali per le minacce di parto pretermine, gravidanze a rischio e assistenza a mamme affette da epilessia e diabete. In questo campo oggi l’Ulss 16 è il centro di riferimento regionale. In prima linea lo è allo stesso modo per la diagnosi precoce delle malattie oncologiche. Il numero delle mammografie è incrementato negli ultimi due anni del 18%, quello dei prelievi per lo screening al collo dell’utero segna un + 20%, così come un + 37% registra il monte delle indagini per la ricerca del carcinoma colon rettale.

<<I dati –commenta il Direttore Generale Urbano Brazzale- esprimono un importante lavoro di squadra che ha avuto come obiettivo l’attuazione della programmazione regionale in una area vasta e complessa per richiesta e modalità di erogazione dei servizi come quella padovana. Grazie all’investimento della Regione e il contributo di partner sensibili come la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, si è potuto avviare una integrazione tra ospedali e territorio in grado di assicurare una risposta altamente qualificata all’acuto, assieme ad una attenta e costante assistenza al paziente cronico curato a casa. La sfida per il futuro –conclude il Direttore Generale- rimane quella del far vivere di più e meglio la cittadinanza, attraverso una sanità sempre più eccellente, umana e partecipata. L’obiettivo è quello di dare continuità a progetti strategici come “Casa ai Colli” oppure il progetto “Safe” sull’appropriatezza dei farmaci, in collaborazione anche con la Fondazione Opera Immacolata Concezione Onlus>>.

 

 

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