Botanica
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Un albero dalle molteplici qualità

Sui Colli Euganei è scattato il momento delle ciliegie. Non è difficile trovare, infatti, lungo le strade che si inerpicano sul monte Venda e compagni, numerosi alberi di ciliegie, che talvolta crescono spontaneamente.

Questo albero è anche chiamato “ciliegio degli uccelli” (prunus avium) o “ciliegio dolce”. Si tratta di un albero che appartiene alla famiglie delle Rosacee, genere Prunus, e l'ibridazione con il ciliegio acido (prunus cerasus) ha dato luogo alle ciliegie che troviamo oggi in commercio. Le piante di ciliegio sono presenti in un'ampia zona climatica che va dall'Europa (Inghilterra compresa) all'Africa del nord (Marocco, Tunisia, Giappone), fino ad arrivare persino in alcune zone dell'Himalaya. La sua meravigliosa e poetica fioritura, mirabilmente descritta dal regista Akira Kirosaua, comincia all'inizio della primavera, anche se teme le gelate tardive che potrebbero rovinarne il raccolto. È una pianta decidua e può crescere sino ad oltre trenta metri di altezza; è inoltre molto longevo, tanto che può addirittura superare i cento anni di vita. I frutti si presentano riuniti in due o più drupe, il cui colore varia dal giallo, al rosso squillante sino al viola più profondo, e se essiccati, possono essere usati come tisana dalle proprietà diuretiche e astringenti. Anche il legno è molto pregiato: si presenta in originali sfumature che vanno dall’oro al rosso, ha buone doti di elasticità e resistenza alla trazione, ma bisogna porre attenzione, in quanto tutte le parti lignee sono tossiche. 

Maria Stella Zaia

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