Botanica
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Una pianta di origine asiatica

In questo periodo cominciano nelle posizioni più favorevoli a fiorire le ortensie pianta che ha molti estimatori, che è di facile coltivazione e dona molte soddisfazioni.
Appartiene al genere delle sassifragacee, ed è una famiglia che conta oltre 80 specie diverse, dall'arbustiva alla rampicante. E' una pianta perenne originaria di Giappone e Cina è stata introdotta in Europa nel diciottesimo secolo da un naturalista Philibert Commerson.

E' una pianta molto rustica, può sopportare diversi gradi sotto zero e la nota più caratteristica è il colore infatti questo varia dal bianco candido al rosa al rosso intenso arrivando a toccare tutte le sfumature dell'azzurro sino al blu profondo. Le ortensie bianche restano comunque di questo colore , le altre variano il loro colore dal rosa all'azzurro a seconda dell'acidità del terreno dove sono piantate. Preferiscono posizioni semi ombreggiate, infatti nel sud della nostra penisola hanno vita stentata, hanno bisogno di abbondanti irrigazioni, ma non sopportano il ristagno d'acqua che le porta inevitabilmente alla morte. Molto importanti in questa pianta sono le potature che si eseguono di solito prima della ripresa vegetativa, si lasciano le prime due gemme, vanno concimate alla fine dell'autunno con buon letame decomposto, e alla ripresa vegetativa ogni settimana abbisognano di concimazioni liquide. Se si desidera che esse sia azzurre bisogna concimarle con allume di rame, fermo restando che il terreno deve essere acido ph oltre 5,5, se dovessero presentare foglie ingiallite è necessario irrigarle ogni 20 giorni con sequestrene (da richiedere in qualsiasi vivaio). Sono facilmente riproducibili in casa attraverso talea lignea, il periodo migliore per farlo è ottobre, nonostante io abbia fatto tale operazione nel mese di luglio con ottimi risultati, poiché la talea fatta ha dato origine alla più rigogliosa pianta di ortensia che possiedo. Le ortensie non hanno molti nemici, ma possono essere attaccate dal mal bianco, cocciniglia cotonosa, oidio, mosaico. Si possono anche usare come fiore reciso avendo cura di tagliarle con un attrezzo molto affilato e a becco d'oca, cioè di sbieco, affinché le cellule del gambo possano assorbire la massima quantità possibile di acqua, se si dovesse vedere che si ammosciano ripetere l'operazione del taglio del gambo. Le infiorescenze a fine stagione si possono raccogliere per formare eleganti mazzi per Natale o graziose ghirlande, con un abbondante spruzzata di porporina.

Maria Stella Zaia

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