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ombrellone_spiaggiaSondaggio Confsercenti, partiranno 33,5 milioni di italiani

Vacanze con il contagocce e gli italiani che quest'anno ci rinunciano sono 7 milioni. A rivelarlo è il sondaggio Confesercenti-Swg sulla villeggiatura estiva.

 

Anche nel 2011 la crisi erode la vacanza di massa: secondo l'indagine quest'anno partiranno 33,5 milioni di italiani (erano 39 milioni nel 2010), 7 italiani su 10, uno in meno dell'anno scorso. Resteranno fuori casa in media 12 giorni, spendendo mediamente poco più di 800 euro, il 20% in meno del 2010, per una spesa complessiva di 27 miliardi di euro. Due italiani su 10 si sposteranno, ma restando nei paraggi della loro città, magari scegliendo la seconda casa o un campeggio. "Rispetto agli anni scorsi – riporta Confesercenti - emerge una tendenza figlia della crisi: più che tagliare le ferie si rinuncia direttamente alla vacanza senza recuperarla in altri periodi dell'anno. Vacanze soprattutto amare per gli anziani: quasi il 30% degli ultrasessantenni dichiarano che non si muoveranno". Più vacanzieri gli abitanti del centro Italia, meno quelli che vivono nelle regioni del sud. Tra i fattori che influenzano maggiormente la scelta del luogo per trascorrere le vacanze il 42% del campione intervistato indica il reddito disponibile, a cui fa seguito un 23% di " timorosi"che predilige la sicurezza del luogo di vacanza. Il bisogno di sicurezza caratterizza anche le vacanze all'estero, frenate dal terrorismo: il timore "contagia" il 31% del campione intervistato. Spunta anche la paura di vendette per la morte di Bin Laden (16%) e delle rivolte nel Nord-Africa (13%). in ribasso invece le angosce da epidemie e da eventi naturali malgrado il terremoto del Giappone e gli allarmi alimentari.Gli italiani si consolano con cucina, ristoranti, ma anche tv e computer portatile: fra le abitudini in vacanza cresce l'attenzione per le specialità enogastronomiche locali (dal 32 al 35%) e la voglia di gustare la cucina locale al ristorante (dal 27 al 33%). Cresce il numero di coloro che non dimenticano di essere teledipendenti (guarda la tv il 20%, nel 2010 era il 17%), e soprattutto quasi un italiano su tre non si separa dal suo computer da usare per la posta e lavorare. Dunque più computer e meno libri, anche se rimane alto il numero di coloro che leggono quotidiani (44%) o leggono un libro (54%).

Paola Vescovi

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