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La cerimonia avverrà in concomitanza con la Festa della Lingua, dopo la Santa Messa Solenne delle ore 11, nella Basilica di Sant’Antonio, in diretta televisiva sull’emittente regionale Rete Veneta. Premiati alcuni testimoni di “bene” dai luoghi della pandemia: i medici Dottoressa Maria Teresa Gallea, Dottor Paolo Simonato, Dottor Luca Sostini; il sacerdote-medico don Fabio Stevenazzi; il Professor Ferdinando Bonessio

Dopo i rinvii causati dalla pandemia da Covid-19, il Consiglio Direttivo dell’Arciconfraternita ha deciso di fissare una nuova data per la cerimonia di consegna dei riconoscimenti ai Testimoni di “Bene” che sono stati dichiarati vincitori della 46esima edizione del Premio Nazionale della Bontà Sant’Antonio di Padova.

E proprio per invocare la fine della pandemia si è scelto di far coincidere la cerimonia con la Solennità della “Festa della Lingua”, la seconda festa più importante per il Santuario antoniano che celebra il ritrovamento della lingua incorrotta di frate Antonio durante la ricognizione delle sue spoglie mortali ad opera di San Bonaventura da Bagnoregio, allora ministro generale dell’Ordine francescano, l’8 aprile 1263.
L’operato dei Vincitori prescelti ha consentito di attualizzare il tema che era stato scelto prima del diffondersi del Covid-19: «Un luogo, o un monumento, può essere testimone di storie o eventi di bontà e solidarietà che hanno lasciato tracce nelle nostre Città e Paesi. Racconta ciò che puoi scoprire nei luoghi in cui vivi».
Un tema davvero significativo che desiderava offrire agli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado italiane l’opportunità di riscoprire ed indagare proprio quelle radici del Bene che moltissimi luoghi preservano, luoghi che sono stati teatro di eventi; che hanno ispirato buone azioni; che hanno dato i natali a Persone che hanno dedicato la propria vita al Bene. Ed ecco che questi “luoghi” sono diventati anche i luoghi della pandemia, e proprio in questi luoghi sono stati individuati gli esempi “adulti” ai quali lo scorso anno è stato comunque assegnato il “Premio Della Bontà 2020”:

- I medici Dottoressa Maria Teresa Gallea, Dottor Paolo Simonato, Dottor Luca Sostini che hanno sostituito i medici di medicina generale dell'area rossa di Vo' Euganeo durante il periodo più critico dell'inizio pandemia, ricevendo, il 20 ottobre scorso dalle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, l'onorificenza di cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana;

- Don Fabio Stevenazzi, il sacerdote medico, che a metà marzo ha dismesso temporaneamente (dopo il permesso dell’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini) i paramenti sacri nella parrocchia di Santa Maria Assunta a Gallarate, ed è sceso in prima linea per rispondere all’emergenza Covid-19, tornando a fare il medico, come prima di entrare in seminario.

- Il Professor Ferdinando Bonessio che a Roma ha utilizzato la propria auto per permettere ad una alunna in difficoltà di sostenere l'esame di terza media con i mezzi tecnologici del docente stesso.

La cerimonia di consegna dei Premi ai vincitori presenti si terrà quindi domenica 14 febbraio 2021 dopo la Santa Messa Solenne delle ore 11.00 presieduta dal Delegato Pontificio Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Fabio Dal Cin.
«Più che un Premio della Bontà – commenta il Priore dell’Arciconfraternita Leonardo Di Ascenzo – quello di quest’anno desidera essere un semplice riconoscimento francescano e antoniano: non un'onorificenza ma un "Grazie" e una Proposta ai Giovani incarnata da esempi davvero meritori di persone che proprio in questo momento così difficile segnato dalla pandemia da Covid 19 si sono spese per gli altri, sia in ambito sanitario che in ambito di fede con l’esempio di don Fabio Stevenazzi. Desideravamo non interrompere la tradizione del Premio, a maggior ragione proprio in questo anno così difficile e sofferto. Ecco quindi l’idea di dedicare il Premio della Bontà ai luoghi e alle tristi vicende legate alla pandemia che ci hanno mostrato tantissimi esempi di altruismo nel campo sanitario, in quello della scuola e non ultimo nella Chiesa.»
Sia la Santa Messa Solenne delle ore 11.00 che la cerimonia di premiazione saranno seguite in diretta dall’emittente Rete Veneta, sul canale 18 DT in Veneto e sul canale 92 DT in Friuli Venezia Giulia (è possibile seguire anche la diretta live streaming web di Rete Veneta).

Nato negli anni ‘70 da una felice intuizione del Cappellano e del Priore dell’epoca dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio, il Premio Nazionale della Bontà mantiene da allora ad oggi l’obiettivo di dimostrare quanto di “buono” vi sia nei giovani di ogni generazione.

I destinatari sono gli alunni delle scuole primarie e secondarie di I e II grado, che ogni anno sono chiamati ad esprimersi in concorso – attraverso la narrativa/poesia, il disegno e il multimediale, nuovo linguaggio di comunicazione delle generazioni –, su di un tema particolare, ricco di significato e di spunti di riflessione.

Accanto ai partecipanti alla fase concorsuale, ogni anno l’Arciconfraternita si propone di individuare uno o più protagonisti che nella vita “adulta” abbiano reso tangibile testimonianza degli insegnamenti del Vangelo. Nelle scorse edizioni grande emozione ha suscitato la storia della vincitrice, l’infermiera di Grosseto Nadia Ferrari, che ha chiesto e ottenuto l’affido del piccolo Mario, gravemente malato dalla nascita e abbandonato in ospedale, regalandogli due anni di amore e di cure; o il gesto di solidarietà compiuto dai dipendenti della Ditta BRENTA PCM di Molvena (VI) che hanno donato ad una loro collega l’equivalente a circa dieci mesi di ferie per consentirle di rimanere vicino alla bimba malata sino alla fine. Così come il gesto dell’attaccante del Chievo Calcio Riccardo Meggiorini che con coraggio ha difeso una sconosciuta da una aggressione. Nel 2018 il riconoscimento è andato a Letizia Guglielmo che ha donato un rene all’amica Lara Martello, malata dal 1999 di insufficienza renale e dal 2010 in attesa di trapianto; e a Luciano Bonaria fondatore e titolare della SPEA di Volpiano (TO) che ha donato una doppia tredicesima a tutti i 500 dipendenti per ringraziarli di una ottima annata di profitto per l’azienda. Lo scorso anno (2019) a vincere il Premio della Bontà sono stati i medici primari in pensione del Poliambulatorio gratuito nella sede Auser di Borgomanero, in provincia di Novara, i quali hanno messo la loro esperienza a disposizione delle persone in difficoltà economiche che purtroppo spesso non possono pagarsi le cure.

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