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Una scelta dettata da ignoranza e demagogia: la Fissr, bolla pesantemente l'innalzamento dell'età per la procreazione assistita, votato dalla giunta veneta

La Federazione italiana delle società scientifiche della riproduzione (Fissr) esprime "disappunto" per la delibera della regione Veneto che fissa a 50 anni l'età di accesso della donna alla Procreazione medico assistita (Pma).

"Mentre tutte le Regioni stanno coordinandosi in uno sforzo comune nel fissare ad una età massima di 43 anni per tutta l'Italia l'accesso alle tecniche di Pma - sottolinea il presidente della Federazione, Riccardo Talevi - la giunta della Regione Veneto assume una decisione, anche contro il parere dei propri tecnici, che può essere spiegata solo da una assoluta ignoranza della materia o da un atteggiamento demagogico. Nessun esperto della materia ignora infatti che le gravidanze 'miracolose' in età avanzatissima sono oggi ottenibili soltanto con la tecnica della donazione di ovociti od embrioni da parte di un'atra donna (tecnica vietata in Italia dalla legge 40)". Talevi ricorda che le donne sopra i 43 anni che intraprendono cicli di fecondazione assistita hanno una possibilità concreta di portare a casa un bambino variabile tra l'1 ed il 2 per cento. "Infatti, alla bassa percentuale di successo della tecnica - precisa - si aggiunge un alto rischio di interruzione spontanea della gravidanza". Secondo il presidente della Fissr, il costo per ogni bimbo nato da una donna di 45 anni con la fecondazione assistita "risulta oscillare tra i 600.000 ed i 700.000 euro. Questo enorme costo - prosegue - deriva non solo dai maggiori costi di ospedalizzazione, che dovranno comunque essere affrontati, quanto perché statisticamente solo una donna di 40 anni su 8, una donna di 44 anni su 40 e una donna di 45 anni su 167 che si sottopongono alla fecondazione assistita partorirà un nato vivo. In un contesto nazionale di risorse limitate, per cui tutto il settore materno infantile è in sofferenza, sarebbe interessante sapere dove la regione Veneto ha intenzione di reperire i fondi per questa operazione discutibile"

Antonella Prigioni

 

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