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Il Suem118 continua ad operare in protocollo meteo avverso, con il dislocamento strategico delle idroambulanze per servire le varie parti della città, e valutando di volta in volta l’ospedalizzazione dei pazienti a Venezia o a Mestre

"La notte è stata segnata da una complessità eccezionale e purtroppo anche dal lutto - sottolinea il Direttore Generale -, ma in questo scenario non si sono aggiunti, per fortuna, altri significativi infortuni o incidenti collegati direttamente con il maltempo furioso. Il nostro servizio di emergenza-urgenza ha comunque affrontato, anche in questa notte, le consuete necessità di soccorso e di assistenza della popolazione. Lo ha fatto attuando i propri protocolli speciali, e mettendosi a disposizione indipendentemente dalle condizioni atmosferiche avverse, e garantendo così i servizi necessari grazie all'impegno degli operatori, alla collaborazione delle forze dell'ordine, alle dotazioni garantiteci dalla Servizio sanitario regionale". E’ quanto ha dichiarato il Direttore Generale dell'Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, che ringrazia gli uomini del Suem118, con cui è in contatto dalla serata di ieri, e che hanno condiviso la sfida contro l'acqua grande; le altre forze dell'ordine, e in particolare alla Capitaneria di Porto e ai Vigili del Fuoco, che anche in questa emergenza hanno affiancato i mezzi e il personale del Suem118, consentendo loro di arrivare là dove le condizioni estreme sembravano impedire ogni accesso.

Attualmente la situazione è sotto controllo. Il Suem118 comunque continua ad operare in protocollo meteo avverso, con il dislocamento strategico delle idroambulanze per servire le varie parti della città, e valutando di volta in volta l’ospedalizzazione dei pazienti a Venezia o a Mestre. Stretta è la comunicazione con Croce Verde Venezia per il supporto reciproco.
Si contano ora i danni alle strutture, in particolare ai pontili sanitari, messi a dura prova dalla nottata.

Danni limitati si sono registrati all'Ospedale Civile di Venezia, dove è finito sott'acqua, in particolare, il lungo corridoio San Domenico, al piano terra. L'eccezionale livello raggiunto dall'acqua ha fatto sì che l’acqua alta arrivasse a lambire anche i locali del Pronto Soccorso, normalmente non toccati dal fenomeno, dove peraltro le attività sono proseguite senza interruzione.
Garantiti con regolarità tutti i servizi nei vari padiglioni e ai degenti; rallentati i servizi di trasporto "secondari", quali i trasferimenti dei pazienti non urgenti, che ovviamente sono stati interrotti nelle ore del picco e sono ripresi non appena le condizioni lo hanno consentito in sicurezza; ambulatori e servizi per gli utenti non degenti hanno gestito già da ieri le richieste di chi ha inteso rimandare, per le difficoltà nel raggiungere i servizi, le prestazioni prenotate per le giornate di ieri e di oggi.
L'acqua alta ha invaso anche un'area vasta del piano terra della sede distrettuale all'ex Giustinian: anche qui sono state rimandate alcune tipologie di prestazioni programmate, per l’ostacolo presentato dall’acqua nei locali e per la necessità di verificare la messa in sicurezza delle strumentazioni utilizzate, in particolare quelle radiologiche, su cui sono stati necessari nella mattinata interventi di riparazione e resettaggio.

"L'intera Azienda sanitaria è impegnata - conclude il Direttore Dal Ben - nell'ottica di collaborazione tra i diversi territori e le diverse sedi, a supporto dei servizi nell'area lagunare, che sono stati decisamente sotto pressione nelle ultime ore".

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