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Centottantasette centimetri sul livello del medio mare, due morti, centinaia di milioni di euro di danni. Venezia in ginocchio dopo una marea altissima, la più alta dopo quella del 1966. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il presidente della Regione Luca Zaia, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia hanno fatto poco fa il punto della situazione nel corso di una conferenza stampa nella sede della Protezione Civile a Marghera. 

«Siamo sul pezzo e siamo preoccupati - ha detto Zaia - ho sentito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che sarà più tardi a Venezia e si fermerà per la notte, per un sopralluogo che si prolungherà anche domani. Invito tutti alla prudenza: cittadini e turisti».

«Abbiamo approntato un piano di emergenza - ha aggiunto Brugnaro - sulla scorta della nefasta esperienza dell'anno scorso. Venti centimetri di differenza fanno tutto, vengono superate tutte le barriere. Quest'anno la marea è stata di 187 centimetri, ad appena sette centimetri da quello che era successo nel 1966. Proprio in seguito a quella acqua alta venne varata la "Legge Speciale per Venezia e la sua laguna". Da lì è nato il sistema del Mose: ancora oggi ne stiamo parlando ma noi non sappiamo neanche a che punto siamo. Il Mose va finito. Ho parlato con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: gli ho detto che se non siamo capaci di affrontare questa situazione, oppure non siamo degni di raccogliere l'eredità di Venezia e della sua storia. Dobbiamo agire tutti insieme, non solo i veneziani: ne va della credibilità dell'Italia in tutto il mondo. Sfruttiamo questa tragedia per dare un futuro a questa città, ai giovani, a chi vuole continuare a vivere a Venezia». 

«Un pensiero per chi ha perso la vita» è stato espresso da Moraglia. «Piazza San Marco, ieri sera, era solcata dalle onde, sembrava di essere in riva al mare. Un anno fa c'era stata una situazione analoga: si è ripetuta, in modo accentuato. Un intervento di soccorso a Venezia richiede tempi, costi e procedure che non esistono nelle altre città. Venezia va capita, va ripensata. Forse ci sono troppi interessi: a qualcuno forse dispiacerà quello che dico, ma io penso al bene di questa città». 

Fabio Dattilo, capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, ha ricordato che «l'allerta c'è fino a domenica, le condizioni meteo restano difficili». Il responsabile nazionale della protezione civile Angelo Borrelli ha ricostruito la catena che ha portato alla mobilitazione di ieri sera. «Stiamo lavorando per arrivare già domani alla proclamazione dello stato di emergenza, con un primo stanziamento per le esigenze immediate. Per quelle di carattere strutturale la strada sarà diversa». 

 

 

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