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Le donne sono più magre, fumano di più e  usano più ansiolitici degli uomini: gli  inaspettati risultati dell’indagine della Fondazione Foresta sul disagio giovanile

“Il disagio giovanile e la sua prevenzione”, è stato il tema affrontato nel convegno tenutosi ieri, 17 maggio, al Teatro Ruzante di Padova, presieduto dal professore di Endocrinologia dell’Università di Padova Carlo Foresta e dalla professoressa di Psicologia Clinica dell’Università di Padova Marta Ghisi.
All’interno dell’incontro sono stati presentati i dati di uno studio realizzato su circa millecinquecento studenti di una ventina di scuole superiori, uno studio finalizzato a definire il disagio giovanile, che si concretizza nell’uso di droghe e l’abuso di alcol, ma anche nella consistente frequentazione di siti pornografici o atteggiamenti rischiosi dal punto di vista sessuale.
“Ma la novità assoluta che emerge da questa inchiesta è il ritratto della donna, che supera i maschi in alcuni comportamenti nei quali storicamente invece era in minoranza”, spiega il professor Foresta. “In paragone rispetto ai maschi coetanei emergono infatti dati che fanno riflettere. Perché se è vero che preferisce i rapporti stabili – e questo era noto – adesso emerge anche che fuma di più, è più magra, prende più ansiolitici e segue sempre meno i canoni dell’eterosessualità, dato che rispetto al maschio si dichiarano maggiormente lesbiche o bisessuali”.
“I risultati della ricerca mettono in evidenza importanti differenze di genere rispetto alla manifestazione dei comportamenti a rischio” continua il dottor Luca Flesia, responsabile scientifico per la parte psicologica del progetto. “Approfondire queste differenze è fondamentale per avviare efficaci programmi di intervento e prevenzione del disagio giovanile, che va sempre considerato parte integrante di un ecosistema relazionale”.
Sul fronte dell'analisi del peso corporeo, è emerso che il 5% per cento dei maschi si dichiara sottopeso, contro il 17% delle coetanee. Lato sovrappeso e obesità, il trend si inverte: 15% maschi e 10% femmine. Queste ultime riferiscono di fumare più sigarette: una frequenza giornaliera nel 64% delle studentesse contro il 57% dei loro colleghi di studi. Invece i maschi riferiscono di bere di più durante la settimana (21,6% contro 12,3% delle femmine). Fronte ansiolitici, negli ultimi 12 mesi le donne che ne fanno uso quotidiano o sporadico risultano il 16,1%, contro l'8,3% dei maschi. Stesse proporzioni per gli antidepressivi, presi saltuariamente dal doppio delle femmine. Relativamente all’orientamento sessuale delle donne è emerso che il 90,2% dei maschi si dichiara eterosessuale contro l'81,3% delle donne, che nel 15,2% dei casi si definiscono bisessuali (7,2% per i maschi) e nel 3,5% dei casi omosessuali (2,4% i maschi). Infine, le femmine dichiarano in percentuale maggiore rispetto ai maschi di avere partner fissi (45,4% delle femmine contro il 33,5% dei maschi) e meno partner occasionali (3,2% contro 7,8%).
 
L’indagine è stata svolta su 1.426 studenti dell'età compresa tra i 18 e i 21 anni che frequentano i 19 istituti superiori di Padova e provincia. Tra di loro 825 sono i maschi e 601 le donne. L'età media dei loro genitori è compresa tra i 49 anni delle madri e i 52 dei padri. Un’indagine realizzata dal professor Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta Onlus; i responsabili scientifici per la parte psicologica sono Luca Flesia e Francesca Cavalieri. Hanno partecipato anche gli psicologi Stefano Angelini, Enrico Tonon; i medici Umberto Valente, Nicola Cacco, Antonio Anastasia; Davide Daloisio e Patrizio Giannini. Hanno collaborato Marta Ghisi e Gioia Bottesi del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova.

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