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traffico_thumbRilevazioni UE, in Italia emissioni in crescitaLa mappa dei siti più inquinati è a portata di clic. Il servizio nasce da una iniziativa congiunta della Commissione Europea e dell'Agenzia europea dell'ambiente (http://prtr.ec.europa.eu/DiffuseSourcesAir.aspx) e indica le fonti di inquinamento come il traffico stradale, l'industria, i consumi residenziali, l'agricoltura, l'aviazione e la navigazione.

Per ciascuno di questi settori sono disponibili diverse mappe, ognuna relativa a una specifica sostanza inquinante: anidride carbonica, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, particolato (PM10) e ammoniaca. Le mappe hanno una risoluzione di 25 chilometri quadrati, il livello di emissioni di una certa sostanza proveniente da una determinata fonte è espresso con un puntino colorato che rappresenta un'area di 5 chilometri per 5, il colore indica la concentrazione. Con un semplice clic con il proprio mouse, quindi, sarà possibile verificare di persona le condizioni dell'inquinamento in una certa area. Come se la cava l'Italia secondo la rilevazione delle mappe? Lo stato di salute dell'Italia non appare dei migliori: è uno dei pochi a rientrare nell'elenco dei Paesi che hanno aumentato le loro emissioni negli ultimi 17 anni. Mentre le altre nazioni, a parte qualche forte inquinatore come la Cina, e a sorpresa anche la Spagna, subiscono più o meno dei cali nelle emissioni, l'Italia ha una linea in costante crescita, anche se di poco di anno in anno, riportando un +5,2% delle emissioni. L'ossido di azoto per esempio si concentra nella pianura padana (inquinamento industriale), mentre se si calcolano le emissioni provenienti dalla combustione non per fini industriali, risultano tra le aree più inquinate anche Roma e Napoli. Addirittura la Campania risulta quella con più alti tassi di ossidi di zolfo non industriali, ed in generale come emissioni di monossido e biossido di carbonio, l'area di Napoli è persino più inquinata di quella di Roma.

Paola Vescovi

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