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Richiesto il parere al Consiglio di Stato su articolo 3 bis Comma 5 della Legge 119.

Il Presidente della Regione del Veneto ieri ha scritto una lettera alle Ministre Lorenzin e Fedeli con la quale si comunica l’opportunità di richiedere al Consiglio di Stato il parere in merito al contenuto dell’articolo 3 bis comma 5 della legge nazionale nr. 119.
Nella missiva, Zaia sottolinea che l’atto dirigenziale di sospensione della obbligatorietà del vaccino è stato preso in piena autonomia dal direttore generale dell’Area sanità e sociale Mantoan. E, poiché permangono perplessità sull’interpretazione della legge, lo stesso Mantoan ha ritenuto di sospendere temporaneamente il provvedimento da egli stesso emanato, non già di revocarlo.
Di seguito riportiamo la richiesta del parere del Consiglio di Stato da parte del Governatore del Veneto per dirimere ogni dubbio.

“Spett.le Collegio,
in questi giorni tra la Regione del Veneto e il Ministero della Salute e il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è insorto un contrasto interpretativo
circa l’applicazione della legge 31 luglio 2017, n. 119, articoli 3 e 3 – bis, in ordine
alla applicazione delle sanzioni a carico dei genitori, dei tutori o comunque delle
figure esercenti la potestà parentale dei bambini che frequentano le scuole di
infanzia o che ricevono servizi educativi per l’infanzia, ivi inclusi quelli privati non
paritari, per la mancata presentazione della documentazione dimostrativa
dell’obbligo di vaccinazione per i minori da zero a sedici anni di età previsto dalla
stessa legge.
Il contrasto riguarda la corretta applicazione dell’art. 3, comma 3, in
relazione all’art. 3 bis, comma 5. Dal confronto tra le due disposizioni appare
necessario conseguire un chiarimento interpretativo con riguardo ai contenuti delle
determinazioni conseguenti alla mancata presentazione della documentazione che
dimostri l’adempimento agli obblighi vaccinali.
SCHEMA DI RICHIESTA DI PARERE
In particolare appare indispensabile sapere se già con decorrenza dall’anno
scolastico corrente 2017 – 2018, si debba ritenere preclusa la possibilità di
frequenza scolastica ai soggetti che non dimostrino di aver dato adempimento alla
comunicazione della documentazione che dimostra l’adempimento degli obblighi
vaccinali previsti dalla legge 31 luglio 2017, n.119.
Come si evince dalla relazione tecnica allegata, come formulata dal
Direttore regionale alla Sanità e al Sociale della Regione del Veneto, per i
Ministeri, come da loro circolare congiunta del 1 settembre 2017, i minori i cui
genitori/tutori/affidatari non abbiano presentato entro l’11 settembre 2017 la
documentazione richiesta non potranno avere accesso ai servizi educativi per
l’infanzia né alle scuole dell’infanzia, ma rimarranno comunque iscritti ai servizi
educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, salvo poter essere nuovamente
ammesso ai servizi, successivamente alla presentazione della stessa
documentazione.
Diversamente per la Regione del Veneto anche dall’anno scolastico
2017/2018 per i bambini già iscritti si applicherà il regime transitorio fino al
2019/2020, anno che prevede, invece, la decadenza dell’iscrizione, in quanto stando
al comma 3 “la presentazione della documentazione di cui al comma 1 costituisce
requisito di accesso” ai servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi
incluse quelle private non paritarie, ai quali i bambini sono per la maggior parte già
iscritti, dato che l’ordinamento scolastico prevede che le iscrizioni avvengano nel
mese di febbraio precedente all’avvio dell’attività.
Si avrebbe altrimenti la paradossale situazione di impedire la frequenza dei
bambini iscritti e che conserveranno l’iscrizione alle scuole d’infanzia fino all’anno
scolastico 2019/2020 e che, per converso, ai fini dell’erogazione del servizio e della
programmazione scolastica risulteranno iscritti a tutti gli effetti. Il tutto nella
particolare situazione che i servizi scolastici all’infanzia sono in larga parte erogati
nel Veneto da strutture private.
Le esigenze di garanzia della corretta e completa erogazione delle
prestazioni scolastiche suggeriscono e del contemperato diritto alla salute, che
costituiscono peraltro il fondamento della disciplina legislativa che si sottopone ad
esame, pongono la necessità che il presente quesito abbia una tempestiva risposta
nell’interesse degli alunni, delle famiglie, degli istituti e degli operatori scolastici,
dato che in questi giorni ha da poco preso avvio la frequenza degli alunni presso le
scuole dell’infanzia e i servizi educativi per l’infanzia.
A tal fine si propone il seguente quesito:
“La disposizione di cui al comma 5 dell’art. 3 bis della legge 31 luglio 2017,
n. 119, deve intendersi che la mancata presentazione della documentazione di cui al
comma 3 dello stesso articolo nei termini previsti comporta la decadenza
dall’iscrizione alle le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, e
ai servizi educativi per l’infanzia e con decorrenza dall’anno scolastico 2019/2020,
come previsto dallo stesso articolo o con decorrenza dall’anno scolastico
2017/2018, come deducibile dal contenuto del comma 3 dell’art. 3 che dichiara che
la presentazione della documentazione che dimostra il soddisfacimento dell’obbligo
vaccinale di cui al comma 1 dello stesso articolo 3 costituisce requisito di accesso
agli stessi servizi educativi per l’infanzia e scuole dell’infanzia?”
Si allegano:
relazione del Direttore dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, del 6
settembre 2017 e relativa documentazione.
Nel ringraziare si porgono i migliori saluti.
Il Presidente della Regione del Veneto”

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