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"I dati sull’inquinamento dell’aria che la Regione Veneto ha fornito, all’opinione pubblica e al ministro Galletti, sono oggettivi e inconfutabili, perché forniti da Arpav, l’agenzia tecnica per la prevenzione e la protezione dell’ambiente, fonte quindi scientifica e super partes”. Con queste parole l’assessore all’ambiente della Regione Veneto, Gianpaolo Bottacin, replica agli esponenti di Legambiente che hanno messo in dubbio l’attendibilità delle cifre fornite sullo smog presente in queste settimane nella pianura veneta e che rivelavano il calo di PM10.

“Ovviamente la situazione dell’atmosfera – prosegue l’assessore veneto - può e deve essere ulteriormente migliorata: proprio per questo ci siamo trovati oggi a Bologna, per sottolineare che l’area del bacino padano è tra quelle più critiche, in quanto popolata da oltre 20 milioni di abitanti e  caratterizzata da scarsità di vento e altri fattori che minano la qualità dell’aria, e quindi bisogna continuare ad investire più che in altre realtà”.

“Ma se leggiamo con attenzione la sequenza storica dei dati sull’inquinamento dell’aria in Veneto – puntualizza Bottacin – non possiamo non cogliere la tendenza al miglioramento. Il limite giornaliero dei 50 μg/m3 nella nostra regione è passato da sforamenti superiori alle 150 giornate annue, agli inizi del 2000,  a meno di 50 giornate. E anche la media annua si è sensibilmente ridotta scendendo da circa 60 μg/m3 a meno di 40 μg/m3”. Le centraline Arpav posizionate nel territorio evidenziano che il maggiore numero di superamenti si registrano nei capoluoghi di provincia della pianura, con una media di circa 70 superamenti, mentre i minimi si rilevano nelle stazioni di montagna e a Belluno, tutte località con meno di 10 superamenti in un anno. Ma, anche in questo caso, il numero di sforamenti – a parità di condizioni metereologiche – appare in flessione rispetto ad un quindicennio fa”.

“Se c’è qualcuno che sta prendendo in giro i veneti – replica Bottacin - con dichiarazioni farlocche e politicamente orientate, come quella di dire che il Veneto ha investito zero euro contrariamente ai 300 milioni di euro  messi in campo dalla Regione Emilia Romagna con il proprio bilancio regionale per il piano aria da qui al 2020, è proprio Legambiente Veneto. Mi spiace doverlo sottolineare, ma agli attivisti di Legambiente oggi  sono scappate delle vere e proprie stupidaggini. A cominciare dal fatto che  l’Emilia Romagna, a differenza del Veneto, non ha neppure approvato il piano dell’aria. In secondo luogo – precisa Bottacin -  nei 300 milioni di investimenti, di cui parla Legambiente, la Regione Emilia Romagna computa tutti gli interventi infrastrutturali realizzati nei trasporti. Ma allora, se il calcolo si fa su queste basi e sulle progettualità in essere, il Veneto sta investendo oltre un miliardo di euro tra elettrificazione delle linee ferroviarie, sostituzione dei convogli, il treno delle Dolomiti  idrovia!”.

“Al ministro Galletti ho chiesto massima attenzione per la qualità dell’aria che respiriamo nella pianura padana, e Legambiente deve darmene atto – conclude Bottacin – Ma, per amore di verità, non posso accettare che vengano mistificati i dati e denigrato quanto fatto sinora dalla nostra regione e da questa amministrazione. L’obiettivo resta comunque quello di scendere sotto le 35 giornate previste dalla norma e per questo ha ribadito al rappresentante del governo nazionale la necessità che buona parte del finanziamento di 11 milioni, stanziati in questi giorni dal ministero per il superamento di situazioni critiche derivanti da superamento da PM10, debba essere riservato al Nord Italia”.

 

 

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