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In prossimità del primo anniversario del massacro di Parigi, nel quale perse la vita la ricercatrice veneziana Valeria Solesin, unica vittima italiana, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, conferma la decisione di ricordarla con un aiuto concreto al centro sanitario che Emergency le ha intolato in Afghanistan.

“Ho incontrato i genitori di Valeria Solesin dopo la strage del Bataclan – spiega il presidente - e ho confermato loro il desiderio mio e della Giunta regionale di onorare Valeria, non tanto con un segno simbolico, ma con un gesto concreto che fosse coerente con il suo spirito, il suo impegno sociale e il suo desiderio di promuovere le donne e la maternità”.

“Ho chiesto ai genitori – prosegue il presidente – di indicarci una iniziativa da sostenere. E i genitori ci hanno suggerito di contribuire alla realizzazione del centro di maternità di Anabah, la nuova struttura di Emergency sulle montagne del Panjshir, in Afghanistan, che l’organizzazione di Gino Strada ha voluto intitolare a Valeria Solesin. Ben volentieri abbiamo aderito all’indicazione della famiglia e all’iniziativa assunta da Emergency. Credo che contribuire al funzionamento del centro che aiuterà le donne e la vita nascente, in una realtà così segnata da guerre e conflitti come il paese afghano, sia il modo migliore per ricordare Valeria e rendere perenne la memoria del suo progetto di vita”.

In attesa che Emergency presenti il progetto operativo, sul quale peraltro c’è già in accordo di massima tra le parti – informa il presidente – la Giunta regionale sta predisponendo gli atti deliberativi per definire il contributo all’acquisto della dotazione strumentale del centro di maternità di Anabah, inserendolo nei programmi annuali dei progetti regionali di cooperazione internazionale.

“Sono in contatto con la sede organizzativa di Milano di Emergency – conferma l’assessore al sociale Manuela Lanzarin, delegata dal presidente al progetto – che ci ha indicato, tra le prime richieste utili, l’acquisto di culle termiche e di attrezzature per la sala parto. Non appena i medici del centro di Anabah avranno dettagliato le loro richieste, metteremo in moto le procedure di acquisto e di consegna, contribuendo alla generosa iniziativa di solidarietà che la famiglia Solesin e i medici di Emercengy hanno avviato.  Sarà un modo per far continuare a far pulsare il cuore grande e generoso di Valeria per le donne, in una parte del mondo dove la maternità e il parto sono la sfida più forte alla distruzione lasciata da violenze e conflitti”.

 

 

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