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I dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe 2016 di Cittadinanzattiva fa il punto sul costante aumento del costo dell'acqua: 371 euro, il costo annuale dell’acqua in Veneto, in linea con i 376 euro di media nazionale, ma con un incremento del 5,7% sul 2014. Si evidenziano differenze tra i singoli capoluoghi: si va dai 488euro di Rovigo ai 291 di Verona, passando per i 300 euro di Venezia. Accentuate differenze anche sul livello di dispersione idrica: il Veneto registra in media un dato del 32%, con Vicenza più virtuosa (19%) e Treviso che detiene il primato negativo (41%).

L’indagine svolta dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico scomposto nelle voci: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione e quota fissa (o ex nolo contatori). Essa è stata realizzata in tutti i capoluoghi di provincia italiani, relativamente all’anno 2015.

I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua e sono comprensivi di Iva al 10%.

Dall’indagine effettuata si ricava un costo medio dell’acqua di 0,997 euro al metro cubo (+6,7% rispetto al 2014 e +54,1% rispetto al 2007), seguito dal canone di depurazione e fognatura con 0,796 euro al metro cubo (+4,5% rispetto al 2014 e + 66,5% rispetto al 2007), e dalla quota fissa (o ex nolo contatore) che ha un costo medio di 30 euro/annui (+7,1% rispetto al 2014 e +76,5% rispetto al 2007).

Quindi, in media, in un anno la nostra famiglia tipo sostiene una spesa di € 376 per il servizio idrico integrato, con un aumento del 5,9% rispetto alla spesa sostenuta nello corso del 2014 e del 61,4% rispetto al 2007.

Le tariffe variano ovviamente a seconda dell’area territoriale di riferimento. Le regioni centrali si contraddistinguono in media per le più elevate tariffe applicate al servizio idrico integrato con 511 euro annuali. Dal confronto con gli anni precedenti si evince che le principali variazioni in aumento sono avvenute nell’area centrale (+9,2% rispetto al 2014 e +82,5% rispetto al 2007), segue l’area settentrionale (+5,1% rispetto al 2014 e +61,9% rispetto al 2007) e quindi quella meridionale (+3,2% rispetto al 2014 e +44,7% rispetto al 2007).

Il dato immediatamente evidente è la differenza tariffaria tra le diverse regioni. Le tariffe regionali più elevate (al di sopra della media nazionale) si riscontrano, nell’ordine, in Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia, ma elevate differenze esistono anche all’interno delle stesse regioni.

Anche in Veneto si evidenziano differenze consistenti tra i singoli capoluoghi: si va dai 488euro di Rovigo ai 291 di Verona, passando per i 300 euro di Venezia.

Dal 2014 al 2015 si rilevano, inoltre, importanti variazioni sulla spesa sostenuta dai cittadini: Rovigo 2,7% ; Vicenza 6,1%; Padova 6,6%; Belluno 4,3%; Treviso 8,8%; Venezia 4,2% e Verona 9,0%.

 

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