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Nell’ambito della presentazione del Rapporto “I due volti della sanità. Tra sprechi e buone pratiche. La road map per la sostenibilità vista dai cittadini”, promosso

dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, sono stati consegnati i riconoscimenti del Premio Andrea Alesini per le buone pratiche in sanità.

55 progetti provenienti da 11 regioni, maggiormente dal Centro–Nord (di cui un quarto rappresentato dal Veneto), caratterizzati dalla pratica quotidiana del diritto

alla dignità umana e dell’impegno alla lotta all’esclusione sociale, nel pieno rispetto della Carta europea dei diritti del malato. Questi i “numeri” del Premio Andrea

Alesini per le buone pratiche in sanità, celebrato a Roma da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, e realizzato con il sostegno non condizionato di

Farmindustria.

 

Le parole chiave emerse dall’analisi critica dei progetti candidati danno il senso di quello che professionisti della salute mettono in campo, anche insieme ai

cittadini, per offrire servizi di qualità e a misura di persona: presa in carico nel percorso di cura, farmaci, integrazione, appropriatezza, miglioramento, qualità,

dolore, accessibilità.

La giuria ha decretato i tre vincitori e ha ritenuto di attribuire sette menzioni speciali a progetti che hanno saputo guardare oltre e superare steccati con idee

semplici e concrete, valutate per il loro grado di innovatività, sostenibilità, riproducibilità, misurabilità, valore aggiunto.

 

Ecco i tre vincitori della edizione 2016 del Premio Alesini per le Buone Pratiche in sanità:

 

Primo classificato: “Il Pronto Soccorso vive il proprio territorio e ne assume i bisogni specifici come obiettivi. Per questo si organizza per dare Accoglienza e

Supporto alle Fragilità, Riconoscere e Tutelare Vittime della tratta”, Policlinico Casilino di Roma.

 

Secondo classificato: “La salute è nelle nostre mani”, Ulss 9 di Treviso

Progetto - La persona con disabilità che fa ritorno a domicilio dopo il trattamento riabilitativo in regime di ricovero ha spesso bisogno di essere assistita da un

familiare o caregiver, che deve essere opportunamente addestrato alle più comuni manovre assistenziali, e a stimolare la persona alla maggiore attività ed

autonomia possibili. Spesso però tale addestramento è difficile per problemi culturali o linguistici. Inoltre, il caregiver può avere necessità di supporto continuativo

nel verificare se esegue correttamente le manovre assistenziali. Attraverso il progetto, avviato nel 2011, sono stati realizzati dei brevi filmati, visibili attraverso

YouTube, in cui si mostra, con l'aiuto di una fisioterapista e di una persona con disabilità, come effettuare alcune semplici manovre di assistenza (trasferire dal

letto a carrozzina, aiuto nel salire/scendere le scale). I filmati sono stati realizzati con il supporto del servizio audiovisivi aziendale, hanno una durata di pochi

minuti, e sono comprensibili anche senza i dialoghi audio. Sono visibili al pubblico attraverso il portale www.ulss.tv.it (cliccando "guarda i video della salute nelle

nostre mani" dalla pagina principale). I filmati comprendono anche video didattici su aree diverse dalla riabilitazione, alle corrette modalità di assunzione di

farmaci, o alle corrette posizioni per l'allattamento del neonato.

Motivazione dell’Assegnazione del Premio - Per l’attenzione e la sensibilità rivolta alle persone con disabilità nelle fasi di riabilitazione a casa e per aver utilizzato

strumenti che favoriscono l’empowerment e l’autogestione delle condizioni di salute. Il progetto, attraverso lo strumento innovativo del tutorial, aiuta i caregivers a

rendere la vita quotidiana dei propri cari più agevole ed integrata con quella degli altri.

Il progetto contribuisce a ridurre il disagio fisico e psicologico di pazienti e familiari. Questi ultimi, imparando da brevi filmati, a gestire anche semplici manovre,

migliorano la vita quotidiana dei propri cari.

 

Terzo classificato: “Ridefinizione e implementazione degli spazi verdi”, Complesso ospedaliero Ospedale Mauriziano Umberto I° di Torino.

 

“Questi riconoscimenti che con orgoglio consegniamo agli operatori della sanità pubblica sono un segnale positivo che va colto e valorizzato al massimo. Sono la

prova evidente che in momenti come questi si può e si deve rilanciare sulle idee e avvicinare la sanità ai bisogni dei cittadini per produrre risultati positivi”, ha

dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

 

“Oggi è una giornata di particolare orgoglio – commenta il Presidente Zaia - per la sanità veneta e per uno dei nostri obiettivi prioritari com’è l’umanizzazione del

rapporto con il malato. Una medaglia d’argento per l’Ulss 9 di Treviso, una menzione speciale per la 12 Veneziana e un quarto dei 55 progetti presentati firmati dal

Veneto sono un risultato eccezionale: la dimostrazione che darsi delle priorità e perseguirle lavorando fino al massimo limite possibile paga. Paga sempre, per la

soddisfazione dei protagonisti e per le migliori condizioni dei nostri malati”.

 

 

 

 

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