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ospedaleIdeato a Padova, un servizio per informare su diagnosi e prevenzione

“Chiama” perché dall’altra parte una voce risponde e ti aiuta. Si chiama cosi’ il primo telefono oncologico di Italia, che nasce in Veneto. Un servizio, operativo dal lunedi’ al venerdi’,  dalle 10.00 alle 17.00 , per informare in modo semplice e diretto su tutto quello che c’è da sapere per chi si trova a vivere,  in prima persona o attraverso l’esperienza di un familiare,  il tumore. Un’idea dell’associazione  di volontariato, in collaborazione con lo IOV  , l’Istituto Oncologico Veneto e la Regione .

 Un  numero di telefono destinato a diventare un riferimento per i  servizi sociali e sanitari forniti nel territorio , una fonte di risposte e sostegno  formata da  un gruppo di professionisti volontari. Medici, infermieri, psicologi, ex pazienti , uno staff di persone che sanno come si affronta la malattia e cosa dire per non lasciare soli con la malattia. “Lo scopo dell’848  800 155- sottolinea Carlo Castoro Chirurgo Oncologo dello IOV-  è quello di fornire il supporto adeguato per riuscire a ridurre lo stato di ansia ed abbandono che accompagna chi soffre della patologia oncologica. Importante anche informare circa i vari servizi offerti dalle associazioni di volontari” Il centralino oncologico ha già avuto una fase  sperimentale di  da tre mesi, ora  diventa attivo otto ore al giorno .  Al costo di una chiamata urbana, lo staff di specialisti comunica con pazienti e familiari. Una risposta ad un bisogno oggettivo, in un momento in cui i medici non hanno il tempo se non per sbrigative informazioni .“Non pensavo riuscissimo ad attivare il servizio- commenta con soddisfazione Piercarlo Muzzio, direttore dello IOV-invece è diventata una linea aperta. Non vogliamo dare consigli medico operativi, ma servizi di supporto a chi deve convivere con questa malattia”Un’esperienza che dall’ambito oncologico potrebbe estendersi a tutta la comunicazione medica e potrebbe ridurre , secondo gli esperti, anche i casi di malasanità generati spesso da una mancanza di informazione.

Antonella Prigioni

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