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Aumentano i danni provocati dai cinghiali sui Colli Euganei. Complice anche la siccità, branchi di ungulati si addentrano tra i vitigni alla ricerca di acqua e uva. Interi filari vengono mangiati rendendo inutilizzabile ciò che resta dei grappoli.

 

Il punto della situazione è stato fatto ieri durante una visita ad Arquà Petrarca dal consigliere provinciale delegato all’Agricoltura e alla Polizia Provinciale Vincenzo Gottardo, dal Presidente dell’Ente Parco Colli Luca Callegaro, dal sindaco di Galzignano Riccardo Masin.

"Il sopralluogo di oggi - ha detto Gottardo - dimostra quanto grave sia il problema per le aziende che devono lavorare e produrre e sono ostacolate dalla presenza dei cinghiali. Servono risposte concrete e fattive immediate. La Provincia ha messo a disposizione due agenti, autorizzati non solo all'abbattimento dei capi, ma anche al coordinamento dei volontari impegnati in tale operazione, però la competenza, dal 1 gennaio 2015, è passata alla Regione Veneto che deve intervenire e dare risposte concrete al territorio. Il presidente Soranzo sta organizzando un tavolo di lavoro con il presidente Zaia e gli assessori delegati perché è compito della Regione stanziare i fondi necessari per l'operazione di contenimento della fauna selvatica. La Provincia sta quindi affrontando l'emergenza con le strutture e le risorse che ha a disposizione per dare sostegno ai sindaci. È triste ed insopportabile vedere vanificato lo sforzo di molti agricoltori impegnati nel miglioramento qualitativo dei prodotti della nostra terra con ottimi risultati riconosciuti ed esportati in tutto il mondo".

"È un problema - ha detto Masin - che ha radici profonde, ne stiamo parlando da circa 10 anni ed è un'emergenza letteralmente ancora in espansione perché favorita da un territorio molto prolifero per questo tipo di specie. Avevamo iniziato come Ente Parco un’attività di selecontrollo terminata per mancanza di fondi. Con il presidente Callegaro, attraverso il reperimento di nuovi fondi, abbiamo realizzato un nuovo sistema per riuscire a coprire l’emergenza attuale, diventata ormai di carattere nazionale e chiediamo quindi l’intervento anche dello stato centrale".

"Abbiamo messo in campo - ha concluso Callegaro - una serie di misure soprattutto per la selezione e il prelievo di questi capi, attraverso volontari e personale autorizzato dal Parco. È necessario snellire l’iter per abbattere i costi legati alla macellazione e per l’aspetto sanitario. È nostra intenzione intensificare e aumentare i chiusini e sollecitiamo la Regione a intervenire perché non servono grosse cifre, si parla di circa cento mila euro l’anno per pagare il personale addetto. É una calamità che sta colpendo i nostri Colli e mi auguro che venga fatta una riforma a livello nazionale della legge 394 che regolamenta l’abbattimento in generale e classifichi il cinghiale come animale invasivo in modo che siano più snelle le procedure per l’abbattimento."

Problema cinghiali, da lunedì si interviene sui Colli Euganei

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