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assemblea 404x227I distretti dii economia solidale per uno sviluppo sostenibile Si è svolto nei giorni scorsi a Cittadella il seminario formativo "Distretti rurali di economia solidale, turismo rurale e ciclovie, ruolo degli enti locali". L'incontro, organizzato dal coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) del Veneto, dalla fondazione "La Grande Casa" con la collaborazione della Provincia e del Forum Veneto Agricoltura Sociale, ha avuto l'obiettivo di mettere a confronto da una parte le esperienze dei territori e dall'altra la competenza di alcuni esperti del settore.

Si è voluta ribadire l'importanza dell'agricoltura sociale per costruire veri e propri distretti di economia solidale che mettano assieme agricoltura, allevamento, turismo sostenibile e possibilità di coinvolgimento di persone a rischio di esclusione sociale.

"Il settore primario – ha spiegato il consigliere Gottardo - sta suscitando un nuovo, grande interesse soprattutto da parte delle nuove generazioni, che con sempre maggior curiosità si stanno avvicinando ad un mondo fino ad ora considerato vecchio e poco redditizio. Sono molti i giovani con un alto livello di formazione che sono invogliati a tornare sui campi per sviluppare progetti innovativi o per rinnovare tradizioni perdute negli anni del boom economico. Ben vengano quindi iniziative come questa, in grado di sostenere e sviluppare un sistema di azioni e opportunità capaci di coniugare agricoltura e inclusione sociale. Come Provincia siamo impegnati nella realizzazione di ciclovie, nella valorizzazione delle attività agrituristiche, nella valorizzazione del turismo rurale convinti che questi settori possano contribuire a creare nuove opportunità lavorative anche a chi oggi è in maggiore difficoltà".

L'incontro è servito anche a spiegare l'iniziativa "Semi di cambiamento. Percorsi di inclusione socio lavorativa nelle pratiche di agricoltura sociale". Si tratta di un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e politiche sociale con i fondi della legge 383/2000 che ha preso avvio a fine giugno 2014 e avrà durata 1 anno. Il progetto si propone di sviluppare un sistema di azioni e opportunità nelle regioni dove sono presenti e operanti le Federazioni regionali del Cnca, per garantire percorsi di inclusione sociale, inserimento socio lavorativo e percorsi di occupabilità verso soggetti che appartengono a fasce "svantaggiate" o in condizioni di disagio sociale. Questo obiettivo verrà raggiunto attraverso il sostegno allo sviluppo e alla diffusione di nuove forme di economia sociale, legate a interventi di agricoltura sociale, ispirate alla green economy, capaci di coniugare sviluppo sostenibile, giustizia ambientale e sociale. Le azioni del progetto intendono evidenziare l'efficacia delle prassi di inclusione sociale dell'agricoltura sociale, nonché la sostenibilità di queste esperienze, coniugando una gestione orientata al mercato con l'inclusione socio lavorativa delle fasce svantaggiate.

A partire dalle esperienze in corso in alcune delle realtà associate alla federazione che stanno portando avanti percorsi di inclusione sociale e lavorativa verso fasce svantaggiate in ambito agricolo, si studierà e si approfondirà la conoscenza di queste esperienze. L'obiettivo è di ricavare elementi di trasferibilità, replicabilità e modellizzazione nei vari ambiti di intervento da promuovere attraverso azioni di sensibilizzazione, un ciclo di seminari formativi e la realizzazione di un servizio di consulenza all'avviamento di forme di imprenditorialità, autoimpiego e occupabilità.

Il Cnca è un'associazione di promozione sociale organizzata in 17 federazioni regionali a cui aderiscono circa 250 organizzazioni presenti in quasi tutte le regioni d'Italia, fra cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, enti religiosi. È presente in tutti i settori del disagio e dell'emarginazione, con l'intento di promuovere diritti di cittadinanza e benessere sociale. Complessivamente in un anno i gruppi associati alla Federazione si fanno carico di 4.000 nuclei familiari e 45.000 persone, mentre entrano in contatto con 20.000 famiglie e 153.000 persone.

La fondazione La Grande Casa di Cittadella, che fa parte del gruppo Rete Maranathà, conduce alcune comunità educative per minori nel territorio dell'alta padovana, e aderisce al Cnca da quasi 20 anni. Da sempre sperimenta con successo il coinvolgimento dei bambini e ragazzi in attività di cura di orti e piccoli animali, valorizzando il potenziale educativo del "fare" condiviso: la coltivazione delle piante e la cura degli animali contribuiscono a ricostruire equilibri individuali e sociali. Seminare, coltivare, prendersi cura, vedere i frutti del proprio lavoro, aiutano a riacquistare fiducia nelle proprie capacità; inoltre, il prendersi cura, imparando il valore dell'attesa, diventa uno strumento per riflettere sulla propria storia e per tentare di costruire relazioni e legami significativi.

L'incontro si è rivolto in particolare a operatori sociali, operatori agricoli, amministratori pubblici e a tutte quelle realtà interessate a sviluppare esperienze che coniughino agricoltura e inclusione di persone in difficoltà.

c. c.

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