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pianetagiovaniAttenzione soprattutto a seguire i giovani Musica e danza: due forme artistiche strettamente correlate. Due arti che si iniziano ad apprendere fin da piccoli. Ma che possono rivelarsi dannosi per la colonna vertebrale, se non seguiti adeguatamente. Lo sottolinea Isico, l’istituto scientifico italiano colonna vertebrale, che evidenzia i fattori di rischio tipici di queste due pratiche.


Nel caso delle patologie a carico dell’apparato locomotore, queste due arti sono agli antipodi: la musica, con le sue sessioni di prove, obbliga i musicisti a mantenere la stessa posizione per lunghi periodi, spesso le posizioni sono asimmetriche e sovraccaricano maggiormente alcune articolazioni rispetto ad altre. La danza, con la sua dinamicità e la ricerca costante di ipermobilità e del gesto spettacolare in quanto estremo, va a sollecitare le articolazioni in maniera più dinamica.

 

Spesso i disturbi vengono sottovalutati o comunque trascurati, perché considerati come una normale conseguenza delle lunghe sessioni di prove o di allenamento. Spesso i giovani artisti si trascurano o addirittura nascondono i propri disturbi, per timore di dover abbandonare l’attività, oppure per questioni competitive. Se poi nell’ambito della danza i controlli medici sono più frequenti, per i musicisti non esistono visite di idoneità o controlli periodici.

 

Di recente è stato pubblicato lo studio “Scoliosis in musicians and dancers” (H.A. Bird, Sofia Ornellas Pinto), nel quale gli autori hanno descritto e messo a confronto tre casi clinici: due musicisti e una ballerina di età diverse e con problematiche differenti.

 

Il caso più particolare è quello di una giovane violoncellista, con la passione sia per la danza sia per la musica. Questa ragazza presentava una spiccata ipermobilità che aveva favorito i successi nella danza, ma a causa dell’insorgenza di una scoliosi adolescenziale le venne sconsigliato di continuare con la pratica della danza e di conseguenza la ragazza iniziò a dedicarsi esclusivamente alla musica. Tuttavia anche quest’attività ha esposto la paziente a un peggioramento progressivo dei sintomi a carico dell’apparato locomotore.

 

“In caso di patologia a carico della colonna o delle altre articolazioni -spiega Sabrina Donzelli, fisiatra di Isico - la prima cosa è impostare un trattamento specifico adeguato, e soprattutto non interrompere le attività ma piuttosto integrarle e compensarle”.
Cristina Chinello

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