Attualità

Il nuovo servizio si occupa di stipsi cronica, incontinenza fecale e urinaria, prolasso rettale e genitale, dolore pelvico, ossia dell'insieme di disturbi anatomici e funzionali che possono derivare dal rilascio dei muscoli e fasce che sostengono l'apparato genitale femminile. Questi problematiche dipendono da predisposizione genetica, dall'età, ma possono insorgere anche a seguito dei parti o di interventi chirurgici. Si pensi all'incontinenza urinaria femminile, un problema che colpisce almeno l'8% delle donne in fascia in età fertile e il 25% di quelle in post-menopausa, o a quella fecale, che, secondo le stime, colpisce dal 2 al 7% della popolazione generale, in larga prevalenza donne (il rapporto donne-uomini è pari a 8-1).

La Guardia di Finanza di Belluno ne sequestra 234: senza marchio di garanzia e difettosi.

Contenitori per la sterilizzazione di bisturi da sala operatoria, privi del marchio CE e quindi privi della garanzia di sicurezza. E' quanto hanno scoperto le fiamme gialle di Belluno, nel corso di un'operazione che ha portato alla denuncia  per frode in pubbliche forniture di  sette imprenditori ,sette titolari di aziende con sede a Reggio Emilia, Bologna, Padova, Fermo e Roma. Imprese che avrebbero rifornito di materiale scadente ben 16 ospedali del Nordest. Facile intuire le possibili conseguenze di questi contenitori non a norma: 234 quelli sequestrati dalla guardia di finanza.

Il tribunale del Malato contesta la disposizione ministeriale e la Regione Veneto sta cercando una strada per eliminare dai dati dei pazienti il titolo di studio. Violazione della privacy e discriminazione le obiezioni sollevate al provvedimento

Con una circolare la regione Veneto ha recepito, al pari di altre regioni, l'indicazione del ministero di inserire come obbligatorio il titolo di studio del paziente al momento del ricovero nella cartella clinica, ma pronta si è levata la protesta del tribunale per i diritti del malato di Belluno. Lo stesso assessore veneto alla sanità Luca Coletto dice che si sta valutando se sia possibile cancellare la voce dalla cartella clinica "nell'ambito dell'autonomia in materia di organizzazione sanitaria".

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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi giura che aveva in mente la riforma della giustizia dal 1994, quando cioè ha avuto inizio la sua vita politica. Ma l'opposizione lo accusa di dire il falso sostenendo l'idea che il premier continui sulla strada delle riforme "ad personam" (anche a causa del cosiddetto caso Ruby, che lo vede indagato per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile) invece di occuparsi dei veri problemi del Paese, come la crisi e la disoccupazione. Al di là dei processi in cui è coinvolto il premier, noi della Redazione di NES abbiamo pensato di consultare un legale, l'avvocato Giorgio Germano Gargano del Foro di Venezia, per capire quali potrebbero essere le vere novità e soprattutto quali vantaggi porterebbe al cittadino la riforma della Giustizia proposta.

Presentata la campagna di prevenzione "AndroLife"

In Italia, un maschio su tre (oltre 5 milioni di soggetti) è a rischio infertilità e il 10 - 15 per cento degli uomini in età riproduttiva presenta fattori di pericolo per l'apparato riproduttivo. Per sensibilizzare la popolazione maschile su rischi per la salute è in corso, fino al 25 marzo, la campagna nazionale di prevenzione "AndroLife" (www.androlife.it). Lo scopo del progetto è di informare i giovani sull'importanza della prevenzione, facilitando l'accesso al consulto specialistico andrologico e permettendo, così, di evitare spiacevoli conseguenze future.

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