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Presentato “Epineeds”, il primo studio multicentrico nazionale sui bisogni dei pazienti, che ha come obiettivo quello di identificare i bisogni delle persone con epilessia e il loro soddisfacimento da parte del curante

Adesso è ufficiale: oltre alle deleghe ricevute nel 2015, prima tra tutte quella ai Servizi Sociali, Manuela Lanzarin da oggi riceve anche quella alla Sanità. Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, con proprio decreto, ha assegnato oggi formalmente all’assessore Lanzarin la delega lasciata vacante da Luca Coletto il 17 dicembre scorso, a seguito della sua nomina a Sottosegretario di Stato alla Salute.

Il Governatore ha dato la notizia nel corso di uno degli incontri periodici con il direttori generali per fare il punto sui principali temi della sanità regionale.

Nel dettaglio, questo sono le deleghe complessive assegnate all’Assessore Lanzarin: Sanità-Servizi Sociali-Programmazione Socio Sanitaria-Attuazione del programma-Rapporti con il Consiglio regionale. Programmazione Sanitaria e Socio Sanitaria, Tutela della Salute, Programmazione Edilizia a finalità Collettive, Igiene Pubblica, Attuazione art. 20 edilizia sanitaria, Sicurezza Alimentare, Servizi Veterinari, Programmazione e Servizi Sociali, Interventi a favore della Famiglia, dei minori, dei giovani, degli anziani e portatori di handicap, Non Autosufficienza, Nidi e Servizi innovativi, No Profit e Volontariato, Rapporti con istituzioni di Assistenza, Flussi Migratori e Veneti nel Mondo, Diritti Umani, Minoranze Linguistiche, Edilizia di Culto, Edilizia Residenziale Pubblica, Attuazione Programma, Rapporti con il Consiglio regionale.

Telecamere nelle scuole e nelle strutture socio assissentiali, il Consiglio Veneto ha approvato un Progetto di Legge statale con 38 voti favorevoli e 2 astenuti. 

Il PDLS ‘Disposizioni in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d'infanzia nonché  presso le Strutture Socio Assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio’” ha l'obiettivo primario di prevenire e contrastare le pratiche di abuso fisico e psichico nei confronti di soggetti deboli. Alla luce degli innumerevoli episodi di maltrattamento perpetrati a danno di minori, anziani e disabili compiuti all'interno di Strutture, pubbliche e private, quali asili nido, scuole per l'infanzia o strutture socio assistenziali di cui gli stessi sono ospiti, il PDLS vuole far sì che tali strutture siano dotate di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso che garantiscano la loro sicurezza ed al contempo la tutela della riservatezza. L'installazione di un sistema di videosorveglianza costituirebbe, da un lato, un elemento di maggiore tranquillità per le famiglie e, dall'altro, un deterrente per evitare ogni eventuale tipo di abuso da parte di soggetti che operano in tali strutture o, addirittura, di soggetti esterni.

La discussione generale è stata introdotta dalla presentazione del Relatore Alberto Semenzato (LN): «Ringrazio tutti i consiglieri che si sono espressi a favore di questa proposta normativa, per spingere il Senato a chiudere questa importante partita per fermare una volta per tutte i maltrattamenti nei confronti di quanti non possono difendersi. Ringrazio anche la Struttura regionale per come ha seguito l’iter di questo Progetto di Legge. E’ questa una legge con chiare finalità di prevenzione».

Gli astenuti sono stati Patrizia Bartelle (Gruppo Misto) e Piero Ruzzante (LeU). «Per coerenza, il collega Ruzzante e la sottoscritta - ha dichiarato Bartelle - ci asterremo dalla votazione, il nostro non è un no ai contenuti della proposta normativa, ma chiediamo diverse modalità di attuazione della stessa, con una maggiore attenzione per gli operatori coinvolti e con controlli più efficaci».

Tra gli apprezzamenti, quelli di Bruno Pigozzo (PD), secondo il quale il PDLS «ha l’obiettivo di offrire garanzie a una serie di interventi e servizi pubblici a favore di bambini, anziani e disabili. Dobbiamo operare affinché tutte le strutture che erogano servizi pubblici a persone fragili, anche private accreditate, siano controllate e garantiscano la dovuta trasparenza», del capogruppo della Lega Nord Nicola Finco, che respinge «le accuse che parlano di attentato alla privacy: certo i sistemi di videosorveglianza non risolveranno i problemi legati alla sicurezza ma potranno essere un efficace diversivo». Infine Franco Ferrari (AMP): «Credo che chi lavora con onestà non debba avere nessuna paura delle telecamere, che sono le benvenute come effetto deterrente».

Elisa Cavallarin, classe 1996, è la vincitrice della seconda edizione del concorso intitolato a Irma Battistuzzi, giovane diplomata alla Scuola di Ostetricia dell’Università di Padova nel giugno del 1940 e grande esempio di filantropia e umanità nei confronti del miracolo della nascita.
La premiazione è in programma venerdì 25 gennaio, dalle 16.30, a Palazzo Cavalli, a Padova.
Il premio consiste in un periodo di tirocinio post-lauream all’estero ed è rivolto a laureati o laureate in Ostetricia all’Università degli Studi di Padova nell’anno accademico 2017/2018. Per questo viene comunemente intitolato “Ostetriche in azione”. Il concorso è bandito dall’Università di Padova in collaborazione con l’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova, l’Ong-Onlus Medici con l’Africa Cuamm, il Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino-U.O.C. Clinica Ginecologica e Ostetrica. Il premio nasce grazie al finanziamento devoluto dalla Famiglia Benedetti che mette a disposizione €2500, somma che sarà interamente devoluta a Medici con l’Africa Cuamm a copertura dei costi previsti per lo svolgimento del tirocinio.

Il vincitore potrà vivere un’esperienza formativa e lavorativa in ambienti difficili e in zone del Mondo dalle risorse molto limitate, dove opera una ong come il Cuamm.
Il tirocinio post-lauream diventa così non solo un’opportunità di acquisire competenze professionali, ma anche, vivendo e lavorando sul campo, un percorso personale per imparare ad affrontare qualsiasi contesto lavorativo che è poi la sintesi della filosofia dell’ateneo e della ong padovana.
"Il premio di laurea intitolato ad Irma Battistuzzi – commenta Andrea Vinelli, Presidente dell’Associazione Alumni di Padova - rappresenta un'occasione unica per Alumni e Alumne del corso di Laurea in Ostetricia. Il tirocinio post-lauream da svolgere in una struttura ospedaliera in cui opera Medici con l'Africa Cuamm è un'esperienza professionale e formativa concreta, dove il premiato potrà contribuire ed essere di supporto "in prima linea" in contesti d'emergenza come quello sanitario africano, sfruttando sin da subito le competenze acquisite durante il suo percorso universitario. Il Premio di laurea Battistuzzi è una sfida, che gli permetterà di mettersi in gioco a 360 gradi".

«Esperienze come quella della borsa di Studio Irma Battistuzzi – aggiunge don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm - si presentano come una sfida e un’opportunità, insieme. Le giovani ostetriche, come i giovani medici che partono per un’esperienza in Africa con il Cuamm, possono arricchire la loro formazione e, allo stesso tempo, misurarsi con contesti con pochissime risorse. Imparano a cercare soluzioni alternative a quelle che potrebbero trovare qui, con tutti i mezzi che abbiamo. Tornano più responsabili e più “carichi” di quell’energia che solo l’Africa sa dare. Il nostro grazie va quindi, ancora una volta, alla famiglia Benedetti che sostiene questa iniziativa, all’Università di Padova, all'associazione Alumni e al Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino-U.O.C. Clinica Ginecologica e Ostetrica, che con questa collaborazione, ci permettono di realizzarla».

 

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