Attualità

Attualmente l’area interessata è quella di Wuhan, una città della Cina centrale. I casi diagnosticati sarebbero almeno 59, di cui 15 confermati in laboratorio: la maggior parte dei pazienti avrebbe frequentato mercati in cui erano in vendita animali vivi, selvatici e domestici; e la trasmissione interumana sarebbe scarsa o comunque non ancora ben definita

“La rottura degli schemi routinari – spiega il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia e Ordinario di Neurologia presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” - associata ad una sovraesposizione sociale, se non attentamente modulate possono contribuire ad amplificare lo stato di incertezza e confusione che spesso domina le fasi intermedie ed avanzate di malattia”.

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