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Il nuovo percorso sarà presentato sabato 10 novembre al Padiglione Rama nel convegno “La gestione dell’osteoporosi nell’Ulss 3 Serenissima: dal cosa fare al come fare”

L’Ulss 3 Serenissima, grazie ad un’alleanza tra Azienda sanitaria e Medici di Medicina Generale, d’ora in poi potrà affrontare al meglio l’osteoporosi, una patologia sottostimata ma di grande impatto sociale che indebolisce le ossa e in molti casi sta alla radice di gravi fratture. Il nuovo percorso, supportato anche da strumenti informatici introdotti ad hoc, viene presentato sabato 10 novembre al Padiglione Rama nel convegno “La gestione dell’osteoporosi nell’Ulss 3 Serenissima: dal cosa fare al come fare”.
“L’osteoporosi è una malattia nota e diffusa – spiegano gli organizzatori – ma sulla quale si è riuscito ad incidere relativamente, poiché ancora si fatica a collegare la patologia a quello che è poi il suo drammatico esito, e cioè la frattura da fragilità ossea. Questa sottovalutazione dell’osteoporosi ha come conseguenza la mancata identificazione dei soggetti a maggior rischio fratturativo. E così l’impatto sociale e sanitario delle ‘fratture da fragilità’ è rimasto invariato negli ultimi 30 anni”. Tanto che i pazienti con fratture di femore continuano ad avere un eccesso di mortalità di almeno il 20% rispetto ai soggetti non fratturati. In Italia, purtroppo, la percentuale di pazienti trattati con terapia farmacologica è molto inferiore a quella di altri Paesi europei, e la sensibilità nei confronti dell’osteoporosi sembra addirittura calata negli ultimi anni, come evidenzia la riduzione nel numero di prescrizioni rispetto al 2007-2008.

Il nuovo percorso avviato nell’Ulss 3 Serenissima permette invece di alzare l’attenzione e potenzia l’efficacia dell’intervento dei medici. Da tempo, sulla scorta della specifica normativa della Regione del Veneto ed in collaborazione con i due Centri di Riferimento Regionale per l’Osteoporosi, è stato avviato un percorso interprofessionale integrato di prevenzione delle fratture ossee da fragilità.
Al riguardo – e il convegno di sabato illustrerà i dettagli di questa iniziativa – si è puntato molto sul coinvolgimento della Medicina delle Cure Primarie e dei medici “di famiglia”: “Presentiamo ora anche le strumentazioni digitali che sono state introdotte – spiegano gli specialisti dell’Ulss 3 – e che svolgono un importante ruolodi supporto alla corretta individuazione della patologia e poi alla corretta prescrizione dei farmaci. Il protocollo che si introduce, recepito nel vigente Patto Aziendale con i Medici di Medicina Generale, li mette nelle condizioni di prescrivere con grande appropriatezza la densitometria ossea e i successivi esami di laboratorio che individuano l’osteoporosi; e ancora, consentono ai medici curanti la massima appropriatezza quanto alla prescrizione dei farmaci per la cura dell’osteoporosi”.

“Svolgere gli esami corretti al momento giusto – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben – significa individuare per tempo, e senza spreco di risorse, i pazienti che l’osteoporosi pone a rischio di fratture da fragilità. Individuare i soggetti a rischio permette poi di introdurre le terapie farmacologiche necessarie. La conseguenza di questo nuovo percorso condiviso è un’attenzione rinnovata verso gli utenti, in particolare gli utenti anziani, che permette di prevenire le fratture spesso importanti causate dall’osteoporosi, a vantaggio degli utenti e riducendo poi il carico e i costi che queste fratture provocano nel sistema sanitario”.

Osteoporosi, un male “rosa” che colpisce cinque milioni di Italiani, spesso anziani
Femore, ma anche polso, omero, caviglie; e poi le vertebre, che sono spesso colpite da fratture o microfratture non note: l’osteoporosi è la causa dell’indebolimento delle ossa, e di conseguenza è la causa di molte fratture “da fragilità”.
L’osteoporosi intacca l'apparato scheletrico con una bassa densità minerale: si dà luogo al deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, e ciò porta ad un aumento della fragilità delle ossa: traumi anche minimi posso così portare alla frattura, e l’incidenza di queste “fratture da fragilità” aumenta con l’invecchiamento; la popolazione femminile è la più colpita dalla patologia e dalle sue conseguenze.
- In Italia, circa il 40% della popolazione incorre in una frattura di femore, vertebra o polso, e la maggioranza di queste fratture avviene dopo i 65 anni.
- Nel nostro Paese l’osteoporosi colpisce circa cinque milioni di persone, di cui l’80% sono donne che hano superato il periodo della menopausa
- L’osteoporosi colpisce in Italia, il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni; il numero delle persone colpite è in continua crescita, in relazione all'aumento dell'aspettativa di vita.
- Le fratture da fragilità per osteoporosi hanno rilevanti conseguenze, sia in termini di mortalità che di disabilità motoria, con elevati costi sia sanitari sia sociali: a seguito di una frattura del femore, per fare un esempio, si registra una mortalità del 5% nel periodo immediatamente successivo all’evento, e poi del 15-25% nell’ anno successivo alla frattura. Nel 20% dei casi si ha la perdita definitiva della capacità di camminare autonomamente; solo il 30-40% dei soggetti torna alle condizioni precedenti la frattura.

Per proteggere la salute dell’osso è necessario mantenere un’alimentazione equilibrata e corretta e uno stile di vita sano. Per "costruire l’osso" in età pediatrica è molto importante l’assunzione di calcio e vitamina D, ma quantità adeguate di calcio con la dieta sono necessarie anche successivamente, per minimizzare la perdita della massa ossea, in entrambi i sessi.
Il Ministero della Salute indica le seguenti cinque mosse per combattere il decadimento delle ossa:
1. Mantieni uno stile di vita attivo
2. Segui una dieta varia ed equilibrata per prevenire sovrappeso e obesità
3. Assumi adeguate quantità di calcio e vitamina D
4. Diminuisci il consumo di sale (che aumenta l’eliminazione del calcio con l’urina)
5. Evita il fumo e l’abuso di alcol, sovrappeso o obesità.

 

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